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Insensata proposta fiscale del M5S per i pagamenti della P. a.

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  1. Pino ha detto:

    Non mi è chiaro chi sia e cosa faccia il signore che ha pubblicato questo articolo criticando chi ha pensato di abrogare un provvedimento osceno come lo split payment o scissione dei pagamenti che dir si voglia. Evidentemente colui che afferma di fare l’imprenditore è un commerciante che non eroga servizi e forniture verso la pubblica amministrazione e che dunque non risente della mancanza di liquidità causata dal provvedimento in questione. Purtroppo lo split payment ha fatto chiudere moltissime imprese creando disoccupazione in quanto applicato esclusivamente a quei soggetti che CERTAMENTE non sono a rischio di evasione poiché con fatturazione elettronica e dunque direttamente controllati dall’agenzia dell’entrate.
    Probabilmente tanti non sanno che, a causa dello split payment, l’impresa non versa la differenza tra IVA acquisti e IVA vendite ma paga l’imposta al momento dell’acquisto e incasserà la fattura al netto della stessa trovandosi a corrispondere per ben 2 volte l’aliquota del 22%, con tempi di rimborso lunghissimi.
    Lo split payment non sarebbe così dannoso se coadiuvato dal reverse charge, peraltro già operativo solo su alcune tipologie di prodotti (cellulari, computers portatili, console da gioco e poche altre) che consente di non pagare l’iva sugli acquisti; in tal caso si combatterebbe in maniera efficace l’evasione, evitando alle imprese enormi sofferenze per mancanza di liquidità e rimborsi alle calende greche. Come già proposto da qualche forza politica, il meccanismo funzionerebbe benissimo in quanto già testato e consentirebbe alla pubblica amministrazione di versare direttamente l’IVA per conto del fornitore, evitandogli allo stesso tempo inutili sofferenze nonché il carico dell’imposta per ben due volte.

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23 Gennaio 2018 alle 15:29