Il regno di “Gigino” vacilla: fuga a quattro dal gruppo di De Magistris a Napoli

9 Gen 2018 16:11 - di Redazione

Cade a pezzo il regno identitario e “rivoluzionario” di Luigi De Magistris, il sindaco Masaniello che al suo secondo mandato fa registrare le prime clamorose crepe, con fughe dal suo stesso gruppo. Nella maggioranza in Consiglio comunale di Napoli nasce infatti un nuovo gruppo, che si chiama “Ce simme sfasteriati” (“ci siamo scocciati” in napoletano) che prende il nome proprio da una delle liste a sostegno del candidato a sindaco Luigi de Magistris alle elezioni amministrative del 2016 concluse con la sua riconferma a Palazzo San Giacomo. I componenti sono tre: Maria Caniglia e Luigi Zimbaldi, che abbandonano il gruppo consiliare “Democrazia autonomia – Dema”, diretta emanazione del movimento omonimo fondato da de Magistris, e Vincenzo Solombrino, componente del gruppo “La Città” insieme a David Lebro e che con quest’ultimo aveva annunciato l’uscita dalla maggioranza appena 7 mesi fa. Il capogruppo sarà Vincenzo Solombrino.

Il gruppo, spiegano i componenti, nasce “dalla volontà di creare un’area moderata all’interno del Consiglio comunale. Tre anime equilibrate si sono incontrate e hanno avuto l’intuizione di dar vita al gruppo per dare quel supporto mancante alla maggioranza e alla città. Precisiamo – aggiungono – che resteremo nel perimetro della maggioranza politica nella quale siamo stati eletti e la nostra collaborazione sarà uno stimolo costante e determinante per la rinascita di quella vasta area della città al centro del programma del sindaco, ma ancora nell’ombra”. I tre consiglieri comunali rendono inoltre noto che “ancor prima di ufficializzare il gruppo, tre consiglieri di Municipalità hanno espresso la volontà di aderire al progetto, alcuni colleghi di maggioranza e opposizione hanno manifestato una simpatia per la nostra nuova realtà moderata. Ne viene da sé che sarà benvenuto chi condivide i nostri ideali”, concludono.

«L’unica notizia politica che si ricava dalla nascita del nuovo gruppo consiliare, composto dal mio ex collega Solombrino e da due consiglieri di Dema è sicuramente lo sfaldamento della componente arancione», dice David Lebro. Secondo Lebro, che di recente ha aderito al Partito democratico, la “componente arancione” della maggioranza dalla quale è uscito 7 mesi fa “non solo perde pezzi, ma crea i presupposti per il proliferare di altri gruppi che intendono rivendicare maggiore visibilità e agibilità politica». Di fronte a “un Consiglio comunale relegato a un ruolo di sopravvivenza”, Lebro parla di “un vero e proprio supermarket della politica dove il sindaco, pur di assicurarsi i numeri in aula per ratificare le sue scelte, ormai è disposto a tutto. Altro che rivoluzione arancione, mi sembra piuttosto che de Magistris si stia collocando nel solco di quanti, pur di mantenersi a galla, sono disposti a qualsiasi compromesso».

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