Trump su Saipov, “un animale che va giustiziato”. I dem si scandalizzano, gli elettori no

2 Nov 2017 10:30 - di Lara Rastellino

Trump su Saipov: “E’ un animale” che andrebbe spedito a Guantanamo”, e per il quale oggi il presidente Usa è tornato a invocare la pena di morte come unica condanna possibile da emanare per quel terrorista freddo e spietato, autore della strage sulla pista ciclabile di Lower Manhattan martedì 31 ottobre. Una mattanza “in stile” Isis che ha colpito a caso, cercando di uccidere il più alto numero di vittime possibile, quella messa a segno dal “jihadista per corrispondenza”, che si è preparato a seminare sangue e morte sul web, e che è arrivato addirittura a vantarsi dell’eccidio commesso.

Trump su Saipov: un animale da spedire a Guantanamo

E mentre ancora si indaga e si prova a superare lo sconcerto e il dolore, ancora una volta, l’America puritana e ipocritamente perbenista, torna a scandalizzarsi per le dichiarazioni presidenziali sul feroce terrorista, legittimata anche dal comportamento e dalla dichiarazioni riportate sui media degli avversari politici del tycoon, solerti nello strumentalizzare le frasi e i tweet del presidente almeno quanto intellettualmente miopi nell’addebitare a Trump esattamente quanto compiuto da loro: e cioè utilizzare emozioni e dati del dramma con strategia demagogica e faziosità diplomatica.  Trascurando un dato basilare: l’inquilino della Casa Bianca è un presidente che gli americani hanno imparato a conoscere e ad apprezzare anche per le sue reazioni di pancia, quasi sempre tradotte in tweet che lasciano dietro i loro post una incredibile scia polemica: come in questo caso. Ma tant’è: sono comunque una minoranza coloro i quali oltreoceano – e non solo – oggi si ritrovano a contestare i commenti istituzionali rilasciati on line in tv da Trump su Saipov e la strage da lui compiuta. E allora, l’attentatore di New York è “un animale”, bisognerebbe prendere in considerazione l’ipotesi di mandarlo a Guantanamo, il centro di detenzione americano a Cuba dove sono rinchiusi ancora molti terroristi definiti “nemici combattenti arrestati all’estero”.

La decisa condanna di Trump emessa anche su Twitter

E ancora: prima di una riunione del governo, dopo aver assicurato che le autorità stanno “indagando su questo animale che ha commesso gli attacchi”, Trump ha anche denunciato la lentezza del sistema giudiziario americano, a causa della quale l’uzbeko Sayfullo Saipov potrebbe attendere anni prima di essere condannato. Quindi, alla domanda se il sospetto possa essere effettivamente essere mandato a Guantanamo, Trump non ha esitato a rispondere: “Certamente prenderei in considerazione” questa possibilità: “Considererò attentamente la possibilità di mandarlo a Guantanamo”. E non solo: a quanto ha appena fatto sapere, il presidente americano Donald Trump sta sollecitando la condanna alla pena di morte per Sayfullo Saipov, contro cui ieri sono state formalizzate accuse per terrorismo per l’attentato di New York di martedì.”Il terrorista di NY era soddisfatto e ha chiesto che nella sua stanza di ospedale sia esposta la bandiera dell’Is. Ha ucciso otto persone e ne ha ferite gravemente 12. Dovrebbe solo essere condannato a morte”, ha scritto Trump, usando le maiuscole per evidenziare l’ultima frase del suo tweet. E sono molti, moltissimi, incalcolabili, gli americani che oggi condividono il pensiero del presidente e quelli che si apsettano da lui una risposta ferma e forte all’ennesimo spargimento di sangue.

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