Scandiano, ritrovato il leggendario vino bianco di Matilde di Canossa
Cultura - di Redazione - 20 Novembre 2017 - AGGIORNATO 20 Novembre 2017 alle 17:49
L’esame del dna non lascia dubbi: una particolare varietà di uva bianca, la Spergola, coltivata nella zona di Reggio Emilia, è la stessa che veniva utilizzata quasi mille anni fa per produrre il vino di Matilde di Canossa. Un vino leggero e frizzante che venne presumibilmente utilizzato per suggellare la pace tra Papa Gregorio VII e l’imperatore Enrico IV, dopo che quest’ultimo, per farsi revocare la scomunica, fu costretto ad attendere per tre giorni e tre notti sotto la neve di fronte al portale d’ingresso del castello di Matilde. Lo studio biologico e genetico che ha consentito di isolare il gene dell’uva di Matilde è stato compiuto da un’equipe specializzata dell’Università di Bologna e ha consentito di appurare che si tratta di un vitigno antichissimo, particolarmente resistente agli sbalzi climatici. A dare il via al progetto di ricerca è stato qualche anno fa il comune di Scandiano (Reggio Emilia), insieme ad alcune cantine sociali della zona. Le testimonianze storiche confermano che la Spergola è molto antica. Oltre a Matilde di Canossa, che si narra ne fece omaggio a Papa Gregorio VII, nel XVI secolo la bontà di quest’uva venne citata nelle cronache di viaggio di Bianca Cappello, moglie del Granduca di Toscana Francesco I de’ Medici. Di “una bella scoperta” parla la senatrice Leana Pignedoli (Pd), che parteciperà nei prossimi giorni alla presentazione in Senato dei risultati della ricerca. “L’aspetto più rilevante – dice la relatrice del ddl sulla biodiversità – è questa sorta di alleanza tra Comuni della zona, Scandiano e altri, e le aziende produttrici. Cantine sociali che stanno contribuendo a far riscoprire un vitigno autoctono, seguendo un filo storico che valorizza il territorio e un promuove prodotto locale, con interessanti prospettive di sviluppo economico”.
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