Afghanistan, ora i nostri militari si occupano di pari opportunità…

venerdì 24 novembre 15:26 - di Antonio Pannullo

Queste costose missioni all’estero si rivelano sempre più inutili. Trascinati dagli Usa in una guerra che abbiamo evidentemente perso, ora i nostri militari si occupano di tutt’altro che della lotta al terrorismo. Sarebbe il caso di farli rientrare al più presto e destinarli a più utili occupazioni nell’interesse degli italiani, come ad esempio la difesa dei nostri confini dall’invasione di stranieri non identificati e potenzialmente ostili. Si è appreso che si è svolto presso Camp Arena, sede del Comando del Train Advise Assist Command West, l’incontro sull’avvincente tema del ”Le pari opportunità in Afghanistan – le norme del domestic law e del diritto internazionale che lo disciplinano” per approfondire e dibattere argomenti relativi al quadro normativo vigente e individuare le possibili azioni necessarie per migliorare e facilitare l’ingresso delle donne nel mondo del lavoro e delle istituzioni afghane. All’incontro, unico nel suo genere in Afghanistan, hanno partecipato figure di spicco del mondo istituzionale e giuridico afghano tra cui la deputata presso il parlamento di Kabul Naheed Farid impegnata da sempre negli Affari Femminili dell’Afghanistan, il Governatore di Herat, il Sindaco della città, i Comandanti del Corpo d’Armata dell’Afghan National Army e dell’Afghan National Police competenti nell’area territoriale, alcuni docenti universitari e studenti, che hanno interagito davanti ad una nutrita platea di donne impegnate in ambito civile e militare a Herat. Interessante, ma che c’entrano le forze armate italiane?

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