A Mosca si festeggia la Rivoluzione russa: Putin non c’è, i comunisti italiani sì

martedì 7 Novembre 13:36 - di

Putin non ci sarà, i comunisti italiani sì. Ricordate i compagni col colbacco e la giacca di tweed che affossarono l’Ulivo di Prodi, dopo aver paralizzato anche l’Italia nei fragili governi di centrosinistra, molto sinistra? I vari Marco Rizzo, Marco FerrandoMaurizio Acerbo, Marco Consolo, leader di vari groppuscoli che tuttora fanno capo a sigle nostalgiche, dal Partito comunista a Rifondazione, sono oggi a Mosca per per ricordare il centesimo anniversario della Rivoluzione d’Ottobre. In Russia la cerimonia rappresenta soprattutto l’ occasione per il vecchio leader comunista Gennadi Zyuganov di tornare sul tema, peraltro ricorrente in Russia, del trasferimento della salma di Lenin dal mausoleo sulla Piazza Rossa. «Tutte le chiacchiere sulla risepoltura non hanno alcuna base, oltre che quella di provare a portare le generazioni l’una contro l’altra sulla Piazza Rossa e organizzare disordini», ha affermato. (Il 60 per cento dei russi tuttavia vuole che la salma sia portata via dalla Piazza Rossa, e un terzo degli intervistati vuole che sia fatto il prima possibile, segnala un recente sondaggio).

L’orgoglio dei vecchi comunisti, il silenzio di Putin

«Siamo orgogliosi dei soviet del paese» e «Pace alle nazioni, terra ai contadini, impianti agli operai» sono gli slogan dell’epoca scanditi che il Partito comunista chiede ai suoi sostenitori di scandire oggi alla celebrazione. Zyuganov, in un unico accenno di dibattito sulla storia in questi giorni, ha anche criticato chi sostiene che Lenin fosse in realtà una talpa della Germania inviata in Russia per sfiancare il nemico: «Chi lo dice scava una fossa per la Russia moderna, la gente che non rispetta l’eroismo dei suoi padri e nonni non merita comprensione o rispetto», ha aggiunto.

Il presidente Vladimir Putin non parteciperà alle celebrazioni, né tantomeno alla marcia al centro della capitale guidata dal Partito comunista russo (Kpfr) per  ricordare quella nella notte tra il 6 e il 7 novembre 1917 (24 e 25 ottobre), le formazioni armate dei bolscevichi guidate da Lenin occuparono i centri nevralgici di Pietrogrado. Le autorità russe hanno in larga misura ignorato l’anniversario, stretto fra la giornata dell’Unità nazionale sabato (che celebra la cacciata dei polacchi da Mosca nel seicento, una festività reintrodotta da Putin nel 2005 proprio per mettere ombra su quella di oggi) e la parata sulla Piazza rossa in ricordo di quella del 1941, quando i soldati proseguirono la loro marcia per il vicino fronte, per difendere la città dai tedeschi.

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