L’Inps chiede soldi indietro ai pensionati: avviata class action

venerdì 27 ottobre 18:36 - di Redazione

Il Codacons ha avviato oggi una formale class action nei confronti dell’Inps, depositando presso il Tribunale di Roma una azione inibitoria volta a bloccare i comportamenti illeciti dell’istituto e salvaguardare i diritti di migliaia di pensionati. Lo rende noto l’associazione dei consumatori in un comunicato. Al centro della vicenda, rileva il Codacons, “numerose lettere recapitate in questi giorni dall’Inps ai pensionati italiani, contenenti la richiesta di rimborso di somme, anche ingenti, che l’istituto di previdenza ritiene di aver indebitamente erogato”. Una richiesta che, tuttavia, “appare del tutto illegittima, perché espressamente vietata dalle leggi italiane. L’art. 52 della Legge n. 88 del 1989, infatti, stabilisce che ‘Nel caso in cui, in conseguenza del provvedimento modificato, siano state riscosse rate di pensione risultanti non dovute, non si fa luogo a recupero delle somme corrisposte, salvo che l’indebita percezione sia dovuta a dolo dell’interessato. Il mancato recupero delle somme predette può essere addebitato al funzionario responsabile soltanto in caso di dolo o colpa grave'”. Per il nostro ordinamento, quindi, sottolinea il Codacons, “non è possibile in alcun modo recuperare dalle rate della pensione, somme corrisposte in maniera non dovuta. Risulta chiaro che tale scelta da parte del legislatore sia atta a tutelare il singolo cittadino nonché consumatore, non permettendo che gli venga sottratto un bene fondamentale, come è per l’appunto quello derivante dalla pensione, che consente di soddisfare i bisogni primari dell’individuo”. Concetto ribadito dalla recentissima sentenza della Corte di Cassazione n. 482 dell’11 gennaio 2017, secondo cui, rileva il Codacons, “le pensioni possono essere in ogni momento rettificate dagli enti erogatori in caso di “errore di qualsiasi natura” commesso in sede di attribuzione o di erogazione della pensione, ma non si fa luogo al recupero delle somme corrisposte, salvo che l’indebita prestazione sia dovuta a dolo dell’interessato”. Su tali basi, conclude il presidente del Codacons di Milano, Marco Maria Donzelli, “abbiamo chiesto al Tribunale di Roma non solo di inibire il comportamento lesivo dell’Inps, ma anche di obbligare l’Istituto alla restituzione delle somme già corrisposte dai singoli pensionati ed illegittimamente riscosse dall’Inps grazie alle comunicazioni fuorilegge inviate nell’ultimo periodo. E se la nostra class action sarà accolta, l’istituto dovrà rimborsare milioni di euro ai pensionati ingiustamente danneggiati”.

Commenti

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  • Lino 14 maggio 2018

    Scusate per la domanda, mia moglie percepiva assegno inabilità CAT.IO ( 46%,di invalidità). Essendo poi stata licenziata, Il 28/04/2016 ha optato per la NASPI. Dopo 17 mesi che percepiva la NASPI, l’ INPS tramite SMS avvertiva che dal mese di Ottobre 2017 avrebbero iniziato ad addebitargli 200,00€ al mese in quanto durante la sovrapposizione tra assegno ordinario CAT. IO e NASPI gli avevano dato 1.823,00€ in più. Non so se tutto questo è normale che l’ INPS avverta il tutto tramite SMS e in più decidendo loro quanto togliere a una persona che è in NASPI (cornuta e mazziata) togliendo 200,00€ su 540,00€
    Non so se mi sono spiegato bene. Il tutto mi sembra un sopruso da parte di un’ istituto togliere l’ importo che vogliono loro senza chiedere a priori o mandare una lettera.
    Scusate per lo sfogo, ma non è possibile che in Italia tale Istituto faccia quello che vuole con i pensionati, con chi è in NASPI e con tutti coloro che sono amministrati da questo ente.
    Spero in una vostra cortese risposta su quanto da me esposto.
    Ringrazio anticipatamente.

  • Micaela 7 aprile 2018

    Truffatori!

  • Micaela 7 aprile 2018

    Vergognatevi voi dell’Inps!

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