“Inno di Mameli, ridicola marcetta”. Parola di leghista. La Russa: Maroni che dice?

venerdì 27 ottobre 16:10 - di Stefania Campitelli

«Mi aspetto che Maroni ci faccia sapere quale è il suo pensiero e se intende mantenere nella sua squadra questo tal Fava che dopo essersi distinto nell’accostamento indebito del referendum sull’autonomia con la speranza di secessione, ora straparla sull’Inno di Mameli». Parola di Ignazio La Russa, deputato di Fratelli d’Italia, in merito alle parole l’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, che ha definito «ridicola marcetta» l’Inno di Mameli. Testualmente:  «Ci hanno messo 71 anni per elaborare una norma che consacrasse una ridicola marcetta, elevandola a ruolo di inno di un popolo che non esiste», ha detto l’assessore lombardo che ha ricevuto proprio fs Maroni la delega al referendum per l’autonomia.

La Russa: su Fava Maroni che dice?

«Fava – aggiunge La Russa –  insulta non solo l’Italia e gli italiani ma dimostra anche la sua ignoranza circa l’iter della legge che finalmente ha reso Il Canto degli Italiani di Goffredo Mameli, morto a 21 anni per l’Ideale di Patria, quale ufficiale Inno nazionale come da anni chiedeva la destra italiana». «Sono le posizioni come quelle del signor Fava – conclude La Russa – che frenano e hanno frenato, il comune sforzo tra Lega e Fratelli d’Italia di sbarrare insieme il passo alle sinistre e a chi vuole dividere gli italiani. “Prima gli italiani” non può essere solo uno slogan per comizi e tv».

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