Hollywood, altro scandalo sessuale: in 38 accusano il regista James Toback

lunedì 23 ottobre 13:06 - di Federica Parbuoni
hollywood molestie

Per decenni avrebbe molestato dipendenti, donne in cerca di lavoro e ragazze incontrate, spesso cercate, per strada. Ora sono 38 quelle che lo accusano, dando vita a un nuovo scandalo sessuale a Hollywood. Protagonista delle denunce di molestie, che come nel caso Weinstein arrivano ad anni di distanza dai fatti, è il regista e sceneggiatore James Toback.

Così il regista adescava le sue vittime

È stato il Los Angels Times a ricostruire il “modus operandi” di Toback, che emerge come un predatore per le strade di Manhattan. Secondo quanto riferito dal giornale, infatti, l’uomo, che oggi ha 73 anni, per anni si sarebbe aggirato per “l’Isola” alla ricerca di giovani donne attraenti, per lo più ventenni e spesso studentesse, giocando la carta professionale per indurle ad avere rapporti intimi. «Il mio nome è James Toback, sono un regista. Avete mai visto “Black and White” o “Two Girls and a Guy”?», sarebbe stato l’approccio del regista, che, per vincere le resistenze, sfoderava anche altri assi nella manica, parlando della sua nomination agli Oscar per la sceneggiatura di Bugsy (1991), diretto da Barry Levinson, o della sua amicizia con Robert Downey jr. E se neanche questo bastava, riferisce ancora il Los Angeles Times, allora tirava fuori il biglietto da visita o un articolo sul suo ruolo a Hollywood, promettendo alla vittima prescelta un futuro da star. Il passo successivo, secondo le cronache, era un appuntamento in una camera d’albergo, dove presunti provini si sarebbero concretizzati in veri abusi sessuali.

Toback si difende dalle accuse di molestie

È stato il Times, poi, a rintracciare le persone con cui si erano confidate le donne, nessuna delle quali però all’epoca ha denunciato alla polizia. E sempre il Times ha dato voce allo stesso Toback, il quale si è difeso dalle accuse dicendo di non aver mai incontrato quelle donne o di non ricordarlo, essendosi trattato di incontri fugaci, e soprattutto affermando che per motivi medici negli ultimi 22 anni gli sarebbe stato «biologicamente impossibile» fare ciò di cui è accusato.

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