Due figli di boss di camorra aggrediti in 24 ore: coincidenza o vendetta?

28 Ott 2017 19:25 - di Francesca De Ambra

Due rampolli di due altrettanti capi della camorra, casertana il primo, napoletana il secondo, aggrediti nel giro di 24 ora davanti a un locale. Due episodi sicuramente scollegati tra loro, ma che comunque meritano una sorta di lettura unitaria. Il primo è Ivanoe Schiavone, figlio di Francesco, il famigerato Sandokan della camorra casalese, da anni detenuto al carcere duro del 41 bis. Schiavone junior è rimasto coinvolto, insieme ad altre decine di persone tra cui il nipote di un boss di Marano, in una maxi-rissa davanti ad un locale di Carinaro, comune dell’hinterland aversano. Sul fatto sta indagando la Dda di Napoli. La presenza del figlio del boss, infatti, avvolge iil pestaggio in una luce non scontata e va approfondita.

Ivanoe Schiavone è il figlio di Sandokan, ex-capo della camorra casalese

Tanto più che il quarto e più piccolo tra i figli di Sandokan, nonostante l’età, non è nuovo a procedimenti giudiziari. Arrestato anni fa con con l’accusa di estorsione, nel 2015 è stato assolto e scarcerato. Gli altri fratelli, Nicola, Carmine ed Emanuele sono stati invece condannati per reati connessi alla camorra.

Raffaele Giuliano è il rampollo di Salvatore ‘o Montone

Più gravi, invece, sono state le conseguenze della seconda aggressione, quella avvenuta a Napoli, all’esterno di una discoteca in via Coroglio, non lontano dal mare. Qui, infatti, a volare non sono stati solo calci e pugni, ma anche i coltelli. Un fendente ha colpito alla gola il 21enne Raffaele Giuliano, anche in questo figlio più piccolo di Salvatore, alias ‘o Montone, ex boss della camorra ora collaboratore di giustizia. Il ragazzo è stato soccorso e portato in ospedale: per lui la prognosi è di 21 giorni. La polizia sta indagando per chiarire cosa sia accaduto. Non è escluso che sia stato accoltellato nel piazzale antistante il locale. In ogni caso, il ragazzo non avrebbe fornito alla polizia nessun elemento utile alle indagini. Si è infatti limitato a dire di essere stato aggredito da uno sconosciuto.

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