Assad sulle armi chimiche: “L’Onu scrive sotto dettatura di Usa e Ue”

venerdì 27 ottobre 19:17 - di Antonio Pannullo

È ”falso e manipolatorio” il rapporto stilato dalle Nazioni Unite e dall’Opac (l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche) che accusa il legittimo governo di Damasco di aver usato gas sarin lo scorso 4 aprile a Khan Sheikhoun, nella provincia siriana di Idlib. Lo sostiene il governo di Damasco, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Sana. Secondo il governo di Bashar al-Asssad, il rapporto Onu-Opac ”è stato redatto seguendo le istruzione dell’amministrazione americana e dei Paesi occidentali per esercitare ulteriori pressioni politiche e per minacciare la sovranità della Siria”. A Usa e Ue brucia che  ormai l’Isis controlla “meno del 5%” del territorio siriano, mentre “prima dell’avvio dell’operazione delle forze aeree russe ne controllava più del 70%”. È quanto ha affermato il ministro russo della Difesa, Sergei Shoigu, secondo il quale “circa 998 città e località sono state liberate” dalla presenza dei jihadisti. Durante una riunione dei ministri della Difesa dell’Asean (Associazione delle Nazioni del sudest asiatico) a Clark, nelle Filippine, Shoigu ha parlato di “503.223 chilometri quadrati di territorio liberati” dall’Isis e di “molti militanti uccisi”. “E’ iniziato il processo che porterà al ritorno a una vista pacifica nel Paese”, ha aggiunto il ministro, citato dall’agenzia di stampa russa Tass, secondo cui “dal 2015 oltre un milione di persone sono tornate nelle proprie case”. Intanto almeno otto civili scudi umani dell’Isis sono morti in un bombardamento del regime nella Ghouta orientale, zona alla periferia della capitale siriana da anni sotto l’assedio delle forze di Damasco. La Ghouta orientale è una delle zone di de-escalation concordate da Iran, Turchia e Russia nel corso dei colloqui di Astana. Intanto l’Onu torna a farsi viva dopo che non c’è più pericolo: il prossimo round di colloqui di pace sulla Siria sotto l’egida Onu avrà inizio a Ginevra il 28 novembre. Lo ha annunciato l’inviato delle Nazioni Unite, Staffan de Mistura, comunicando la sua decisione al Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Il diplomatico, che ha contatti continui con le parti in conflitto e le potenze internazionali, ha auspicato che i prossimi colloqui in Svizzera possano rivelarsi utili al raggiungimento di un accordo che metta fine al conflitto. Prima di Ginevra, il 30 e 31 ottobre, è in programma il settimo round di colloqui ad Astana, in Kazakistan, promossi da Russia, Turchia e Iran, i tre paesi garanti del cessate il fuoco in vigore in alcune parti della Siria.

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