Anche Castellitto è stufo della sinistra: «Per loro è sempre colpa di Berlusconi…»

giovedì 19 ottobre 19:09 - di Redazione

Sergio Castelllitto, in una lunga intervista al Corriere della Sera, non risparmia critiche e accuse al suo ambiente culturale di riferimento, quello di sinistra, ovviamente, dal quale il popolare attore italiano inizia a prendere le distanze, anche sull’onda della delusione della mancata candidatura agli Oscar del suo fim, “Fortunata”.

Castellitto e l’Oscar mancato

«Non hanno scelto il mio film, Fortunata, ma A Ciambra di Jonas Carpignano. Ne ho visto dei pezzi, lui è un ragazzo sveglio, intelligente. Ma quello che è avvenuto prescinde dal valore del film. Mia moglie Margaret ed io costruiamo storie che non siano solo teoremi al servizio di una visione del mondo; storie che hanno successo (Fortunata ha incassato 2 milioni e mezzo ed è stato venduto in tanti Paesi), che toccano il cuore delle persone. Siamo vittime di un preconcetto perché facciamo un cinema popolare ma di qualità. Agli Oscar la nostra coppia non può andare. Non abbiamo padrini né protettori. C’era successa la stessa cosa per Non ti muovere», accusa.

Il cinema e la sinistra egemone

Le accuse dell’attore italiano si spostano su un piano politico: «Ci sono due visioni del cinema in Italia: chi ha come unico referente il pubblico, quello che gli americani chiamano audience, un racconto con delle emozioni e una visione etica; e un’altra visione che punisce questo rapporto col pubblico. Considero questo atteggiamento come qualcosa che ha poco di sinistra». La sinistra egemone al cinema?, gli chiedono. «Tutta la colpa è di Berlusconi, o delle serie tv se il cinema italiano va male? La sinistra dice: siccome il male è tutto di là, noi non abbiamo colpe. Così parliamo del gotha intellettuale, culturale e politico che si autocelebra, e che quando può esercita il proprio potere. Un dissenso che è consenso, e si traveste di dissenso. Un conformismo travestito da rivoluzionarismo. Perché il Pd ha vinto ai Parioli e a Torpignattara i Cinque Stelle? Siamo fermi a una visione punitiva».

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