Ecco i capolavori fascisti che la Boldrini vorrebbe abbattere

mercoledì 12 Luglio 14:36 - di

Laura Boldrini non lo sa, così come molti italiani poco appassionati di storia, ma probabilmente se passasse l’idea di radere al suolo tutti gli edifici, i monumenti e le opere pubbliche realizzate durante il Ventennio dai fascisti, l’Italia sarebbe ridotta a una città post-atomica, praticamente un rudere con macerie in ogni angolo delle principali città italiane. 

Fascisti con il piccone 

A prescindere da cosa si pensi sul fascismo e delle polemiche sulla spiaggia “nera” di Chioggia, è innegabile che per l’Italia l’architettura fascista, sia per qualità che per quantità, così come la mole di investimenti pubblici che Benito Mussolini attivò su tutto il territorio nazionale, abbia lasciato un’eredità insostituibile sul fronte delle infrastrutture. Pensare di compiacere i partigiani, nel 2017, abbattendo le opere del Ventennio, oltre che impossibile da fare, sarebbe anche stupido da immaginare. Mussolini vide nel futurismo e nell’architettura razionale una sorta di fiore all’occhiello per un partito rivoluzionario e alimentò con denaro pubblico cantieri ovunque, non solo per estetica ma anche per siti istituzionali, di trasporto e di rappresentanza.

Non solo le bonifiche dell’agropontino

Oltre alla riqualificazione di ampie aree dell’Italia meridionale abbandonate alle paludi e la creazione di città ex novo (furono 110 le città di fondazione), come Littoria (l’attuale Latina), Pomezia, Sabaudia ed Aprilia, anche a Roma la mole di lavoro e di opere fu imponente, dall’Eur42, acronimo di Esposizione Universale di Roma, il quartiere che ospita i più importanti e famosi monumenti di ideologia fascista, agli edifici del Ministero delle Comunicazioni, il Ministero dell’Ambiente, la sede centrale delle Poste Italiane e la sede dell’Inps, fino al palazzo della Civiltà Italiana o della Civiltà del Lavoro, simbolo dell’Eur, il cosiddetto “Colosseo quadrato”, in marmo bianco, costruito per celebrare il ventennale della “Marcia su Roma” che si sarebbe dovuta tenere nel 1942. Sempre di architettura fascista è il Foro Italico, o Foro Mussolini, che ospita lo Stadio Olimpico, lo Stadio del Tennis, lo Stadio del Nuoto e lo Stadio dei Marmi, così come l’Obelisco, simbolo fascista eretto nel 1932 che riporta la scritta “Mussolini Dux”. In centro, anche via dei Fori Imperiali fu fatta costruire dal Duce spianando il quartiere Alessandrino, per collegare il Colosseo a Piazza Venezia, ma sempre al Ventennio sono da attribuirsi le cittadelle di Cinecittà e quella universitaria che ospita l’ateneo La Sapienza.

A Venezia il ponte dei record

Anche a Napoli i palazzi realizzati durante il ventennio sono tantissimi, dal Palazzo delle Poste, al palazzo degli Uffici Finanziari, della Questura ed il palazzo del Banco di Napoli a Via Toledo e della Banca Nazionale del Lavoro all’apice di Via Armando Diaz. Fascista anche tutto il complesso fieristico della Mostra d’Oltremare di Fuorigrotta, la stazione cumana di piazzale Tecchio e la fermata di via Leopardi, così come piazza Carità, i giardini del Molosiglio, la Galleria Vittoria. A Milano, nel Ventennio furono realizzati l’Idroscalo, il Palazzo di Giustizia, la trasformazione di Palazzo Castani l’inaugurazione della Stazione Centrale. Tra le opere infastrutturali,da ricordare varie tratte di autostrade al nord, dalla Genova – Serravalle Scrivia alla Milano-Varese-Sesto Calende, fino alla Milano-Bergamo, la Napoli-Pompei, la Torino-Milano. A Firenze si ricorda l’edificio di maggiore pregio fascista è la Biblioteca Nazionale Centrale e la stazione di Santa Maria Novella all’interno di una vasta e funzionale area ferroviaria, A Venezia fu invece costruito il ponte del Littorio (oggi della Libertà), che collega l’isola alla terraferma. In 657 giorni. Meno di un terzo del tempo speso per la Nuvola di Fuksas. L’elenco delle opere pubbliche costruite sotto il Ventennio sarebbe troppo lungo: ci limitiamo a citare il Palazzo delle Poste a Palermo (realizzato nel 1934 da Angiolo Mazzoni) e la casa del Fascio di Giuseppe Terragni a Como

La Casa del Fascio a Como

La Casa del Fascio a Como

Firenze, stazione di Santa Maria Novella

Firenze, stazione di Santa Maria Novella

Commenti

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  • Giuseppe Manzi 18 Febbraio 2018

    Che cosa vogliono gli antagonisti dei centri sociali?Il ritorno del
    comunismo fallito e morto per inefficienza propria?La fine degli Italiani come etnia? Lavvento del potere nero africano?Lo schiavismo musulmano?O non lo sanno quello che vogliono?

  • Walter Stringaro 24 Gennaio 2018

    Pochi italiani sanno dove si trova Arsia, che è una delle più prestigiose testimonianze di architettura
    industriale e di tecnica edilizia fatte dagli italiani al tempo del fascismo. Lo dico con orgoglio, perché
    lì sono nato. Il tutto è stato costruito in un solo anno !

  • giuseppe abbruzzese 31 Dicembre 2017

    In Calabria,sino agli anni 20, le strade degne del nome, si potevano contare sulle mani ed i ponti fatti per bene, esistevano solo nei racconti. Per evitare la costruzione, venivano fatti Km di straduncole, Dal mio paesino per andare a Gioia Tauro (centro commerciale all`ingrosso) per portare olio, vino ed altri prodotti si usavano i letti delle fiumare ed i mezzi erano carri trainati da buoi. Anche la Via Popilia (in seguito SS 18) era ridotta in gran parte ad una insignificante straduncola. Solo negli anni 20 (Mussolini) ad esempio, tra Seminara centro ed il borgo S.Anna attraversato in altra direzione dalla Popilia, sono stati costruiti 3 PONTI: uno per la nuova strada prov. Palmi- Sinopli e 2 per la ferrovia(Calabro-Lucane) Gioia T.-Sinopoli In 2 pilastri alti del Ponte piú grande ci sono ancora i “fasci”, nell`altro sono stati soggetto di vandalismo di coloro che finita la guerra cantavano “Bandera Rossa) e urlavano “Viva Stalin”, senza avere la minima idea a chi/cosa inneggiavano. I 2 ponti: Io, tra la fine degli anni 70 sino al 97, nell`Unione Sovietica sono stato di casa. Avevo ricevuto un permesso (quasi un passaporto dalla forma) permanente per andare e venire e girare a piacere e nelle dogane non venivano aperte i miei bagagli. Cossutta e Co, se si recavano a Mosca potevano muoversi entro itinerari prescritti, io ero piú libero di Breschnjev e di Gorbaciof. Alla signora Boldrini ed a tutti i “PROGRESSISTI” consiglio di recarsi in Russia ed altri stati, almeno il `70 % delle cose si trova ancora nello stato della “gloriosa” era comunista. Ad Alma Ata, negli edifici dell`Esposizione non c`era una sola latrina, ne per uomini, figuriamoci poi per donne.Si doveva andare nel prato piú vicino. La Cina aveva bisogno di Mao per risvegliarsi.

    • Dario Falzarano 16 Marzo 2018

      Io non sono tanto giovane da poter ricordare quell’epoca ma quello che avviene in Italia è ridicolo.Per delle stupide leggi si sta rinnegando la propria memoria storica di un’epoca che ci ha reso grandi e potenti. Loschi personaggi oggi ancora inneggiano al comunismo,fallito in ogni sua applicazione parziale o totale che sia stata in tutto il mondo. Comunisti che ignorano totalmente che l’80% dei diritti che hanno sul lavoro (e non solo) sono dovuti ad una persona che ancora oggi viene odiata e denigrata per aver preso parte ad una guerra INEVITABILE.Si ignorano completamente momento storico e circostanze geopolitiche. Tutte le persone anziane con cui ho parlato nella mia vita,vissute nell’epoca fascista,me ne hanno sempre parlato bene,nessuno mai lamentandosi di questa persunta mancanza di libertà. Si lavorava,si stava sicuri,c’era il vero orgoglio e patriottismo.Chi non ha memoria storica é destinato all’estinzione. Osservo il mio paese dall’estero e mi arrabbio nel vedere come ideologie di sinistra(anche moderata) hanno distrutto il paese. Non siamo nemmeno l’ombra di ció che l’Italia era con il Duce. La scuola poi,sempre pronta a forgiare menti comuniste e ammazzare ogni sana dialettica riguardante il fascismo.I risultati sono sotto gli occhi di tutti.Ai ragazzini si permette di girare con magliette con falce e martello,ideologia che ha causato e causa ancora ben più morti della seconda guerrra mondiale e suoi orrori…Vergognoso…

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