Germania, evacuata arena rock per paura attentato. Perdiamo nella psicoguerra

2 Giu 2017 23:59 - di Aldo Di Lello

La nostra vita non è più la stessa a causa dell’attacco dell’islamismo terrorista.  L’ultimo, grave episodio è accaduto stasera in Germania. Il Rock am Ring, dal 1985 la più popolare e prestigiosa rassegna rock che si tiene proprio in Germania, presso il circuito automobilistico del Nürburgring vicino a Coblenza, è stato interrotto a causa di una non precisata “minaccia terroristica”. Lo ha comunicato, intorno alle 21.30, l’organizzazione della kermesse rivolgendosi alle decine di migliaia di fan dell’arena: “La polizia ci ha detto di interrompere il festival a causa di una minaccia terroristica. Chiediamo a tutti i partecipanti di allontanarsi dall’area e di dirigersi verso l’uscita e il campeggio in modo calmo e controllato”.

Nelle prossime ore ne sapremo qualcosa di più. Ma rimane il fatto che le manifestazioni di massa in Europa stanno diventando, o almeno così sono da molti percepite, come situazioni a rischio. Nell’ultimo anno, dalle stragi di Nizza a quella di Manchester, s’è scatenata la psicosi collettiva per la paura di attentati. Quello che è accaduto stasera in Germania è l’ennesima dimostrazione che la popolazione europea ha ormai i nervi fragili. Basta solo d’idea che un pugno di terroristi possano colpire ovunque per creare, alla minima occasione,  un’ondata  di panico. Non si può più andare avanti così. Occorre reagire. Occorre certo rafforzare le misure di sicurezza, ma occorre anche  conquistare la consapevolezza che siamo immersi in una psicoguerra e che, sia il  buonismo ideologico  sia i nervi fragili collettivi,  ce la stanno facendo perdere. In questa situazione appaiono davvero sconsiderati e al di fuori del tempo i politici di sinistra che continuano a spingere per lo ius soli e la cittadinanza facile. L’Europa, la cui mente continua a essere ottenebrata da un tardo illuminismo suicida, sta allevando e facendo crescere i suoi nemici più feroci. E’ l’ideologia del cupio dissolvi. E’ la malattia delle cultura europea contro cui è necessario reagire. Con forza e intransigenza.

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