Gasparri: «Morti in mare? Frutto della demagogia che favorisce gli scafisti»

17 Gen 2017 14:32 - di Alberto Consoli
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Immigrazioni e tragedie, le notizie sono sempre più drammatiche e purtroppo si continua con la stessa politica dello scorso anno, l’annus horrobilis. Sarebbero almeno 180 i migranti annegati nell’ultimo naufragio nel Canale di Sicilia. A bordo della nave ‘Siem Pilot’ c’erano 34 superstiti del naufragio e quattro salme recuperate in mare.  In un primo momento si era parlato di circa 100 vittime, ma adesso i testimoni parlano di “almeno 180 vittime”. Il che deve indurre ada analisi oneste e realistiche. “Le nuove vittime del Mediterraneo sono una colpa in più per quanti alimentano il traffico dei clandestini. E non ci riferiamo soltanto agli scafisti, che intascano cifre esorbitanti e che spesso sono direttamente collegati alle organizzazioni del terrorismo islamico, parliamo anche di chi ha messo in mare missioni europee demagogiche o le navi delle organizzazioni non governative che finiscono per alimentare i proventi e i traffici di questi criminali”. È il ragionamento del vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri.

“Le responsabilità sono anche del governo italiano, impegnatissimo nella missione Eunavfor Med, che porta in Italia clandestini in quantità», precisa Gasparri. «Le svolte annunciate sono per ora soltanto sulla carta. Abbiamo chiesto da tempo la sospensione di Eunavfor Med, perché gli scafisti, sapendo della presenza delle navi militari ma anche di quelle delle Ong, attivano la nostra Guardia Costiera che segnala le partenze, finendo per alimentarle», aggiunge il senatore azzurro. «I morti, quindi, sono colpa di chi ha attuato questa politica assurda, che danneggia l’Italia e che ha moltiplicato le tragedie. Non è un caso, infatti, se nel 2016 ci siano stati il record del trasporto di clandestini in Italia, ma anche il numero più alto di vittime. Nel 2017 si continua. Chi alimenta questa politica ha gravi colpe».

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