Conti pubblici, Moscovici sbugiarda Renzi: «Ue ridicola? Senti chi parla»

30 Gen 2017 16:32 - di Niccolo Silvestri

Com’è dura la vita di chi pretende di recitare più parti in commedia. Matteo Renzi dovrebbe saperlo bene, visto che i suoi strali anti-casta lanciati con le terga incollate sulla più importante poltrona di governo, hanno contribuito a minarne la credibilità come premier e fargli perdere la sfida referendaria di dicembre. Dovrebbe, appunto, perché forse la lezione non gli è bastata. Tanto è vero che l’ansia di tornare a Palazzo Chigi gli ha fatto dimenticare di esserci già stato e di aver per questo assunto impegni solenni anche in sede europea.

Renzi ha defibito «ridicoli» i richiami della Ue

Se così non fosse, non avrebbe strologato solo cinque giorni fa sul proprio blog di «letterine ridicole» inviate dall’Europa. È chiaro che se vuoi fare Grillo e ti chiami Renzi, qualcuno prima o poi te lo ricorda. Soprattutto se questo qualcuno si chiama Pierre Moscivici, di nazionalità francese e di professione commissario europeo agli Affari Economici e Finanziari. In pratica, è quello che ha scritto la letterina che Renzi ora trova «ridicola». Moscovici, che non per niente è uomo di mondo, non si è però inalberato più di tanto e a margine di un’audizione nella sede dell’europarlamento di Bruxelles, con invidiabile fair play, ha ricordato a Renzi una verità tanto semplice quanto imbarazzante per lui e purtroppo anche per noi che lo abbiamo avuto come premier pur non avendolo mai votato. Eccola: «La Commissione europea ha scritto le lettere che le nostre regole comuni, adottate dall’insieme dei nostri governi, suggeriscono».

Moscovici: «Le nostre lettere ricordano i tuoi impegni»

Come dire, caro Renzi se le mie letterine sono «ridicole» il “merito” è anche tuo che ne hai condiviso i contenuti e ti sei impegnato a rispettarli. Impegni che lo statista di Rignano sull’Arno non solo non ha onorato ma che ha addirittura contraddetto attraverso una legge di Stabilità in cui ha promesso tutto a tutti nella speranza di vincere il referendum. Purtroppo per lui e per fortuna nostra, in molti però non gli hanno creduto e lo hanno licenziato per via elettorale. Ora vuole tornare dov’era prima facendo finta di non esserci mai stato. Lui sì, davvero ridicolo.

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