Al teatro Brancaccio con Pannofino e Bergamo vince la voglia di anni ’80

14 Gen 2017 17:05 - di Redazione

La nostalgia canaglia degli anni ’80 prende il sopravvento anche in teatro, dove la commedia più applaudita delle feste natalizie è stata “E se il tempo fosse un gambero”. Al teatro Brancaccio di Roma, a 30 anni esatti dal debutto della versione originale con Enrico Montesano e Nancy Brilli, il pubblico è tornato ad emozionarsi e a divertirsi con le avventure del diavolo maldestro Max e della candida Adelina. Per l’occasione, interpretati da Francesco Pannofino e Emy Bergamo. 

Al Brancaccio un musical firmato Saverio Marconi

Il testo di Jaja Fiastri e Bernardino Zapponi è stato aggiornato nella nuova versione dal regista Saverio Marconi – che già si era confrontato con uno dei titoli del repertorio di Garinei e Giovannini, Il giorno della tartaruga. Stavolta il regista della Compagnia della Rancia, nome vincente della commedia musicale italiana, fa centro con un classico di Garinei e Giovannini (aggiornandolo senza tradirne lo spirito originale. 

Pannofino e Bergamo conquistano il Brancaccio

E come in una sorta di Ritorno al futuro, altro classico degli anni ’80, stavolta il viaggio nel tempo consentirà di mettere a posto le cose, secondo i piani malefici di un demonio di serie B, una sorta di versione nera di Clarence, l’Angelo de La vita è meravigliosa. Uno spettacolo arricchito da coreografie di livello, come è nella tradizione degli spettacoli di Saverio Marconi. Un discorso a parte per gli attori. Su tutti il sempre più poliedrico Pannofino. Una carriera capace di virare dal drammatico al grottesco, Volto noto di cinema e tv oltre che inimitabile doppiatore. Stavolta l’attore brillante si cimenta con successo anche nel canto e nel ballo grazie alle musiche trascinanti di Armando Trovajoli. Divertente e convincente anche Emy Bergamo, giovane e bellissima attrice che si è già cimentata con successo in Rugantino in una delle ultime versioni di Garinei e Giovannini. Uno spettacolo che ha convinto gli spettatori romani, in attesa di essere replicato in altri teatri italiani. 

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