M5S, il giorno dell’addio di Pizzarotti: «Me ne vado, sono un uomo libero»
Home livello 3 - di Franco Bianchini - 3 Ottobre 2016 - AGGIORNATO 3 Ottobre 2016 alle 15:32
«Sono sempre stato un uomo libero, da uomo libero non posso che uscire da questo Movimento 5 Stelle, da quello che è diventato oggi e che non è più quello che era quando è nato». Lo ha annunciato il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti. «Nella più triste tradizione italiana, nel regolamento del M5s c’è una norma ad personam, perché sono l’unico sospeso d’Italia: quando si dice che si può essere sospesi per 12 o 24 mesi difficile pensare che sia riferibile ad altri. Io ringrazio Grillo, senza di lui non mi sarei alzato dal divano, ma dal direttorio mi sarei aspettato una parola».
E ora è Pizzarotti che “processa” i Cinquestelle
«Non sono cambiato io, o i nostri ideali, è cambiato il M5s», incalza Pizzarotti. «È mancata la coscienza critica, l’ho esercitata solo io, e quindi vengo visto come disturbatore. In tante parti d’Italia siamo stati consumati da arrivisti ignoranti che non sanno cosa vuol dire amministrare: vogliamo governare e poi non si dialoga con nessuno. Questo non vuol dire governare. Ho pagato – aggiunge Pizzarotti –per aver messo la mia città davanti al M5s e questo lo rifarei mille volte. Manca una rete di amministratori, non si vuole imparare dalla propria storia. Io voglio rappresentare quello che avremmo potuto essere. Da “mettiamo in streaming tutto” a “non mettiamo in streaming niente”. E nonostante i risultati che abbiamo raggiunto nell’amministrazione nessuno nel Movimento 5 Stelle vuole usare la nostra esperienza. Non siamo riusciti a fare rete, il Movimento questo concetto se l’è dimenticato».
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