Il migrante ucciso a Fermo: qualcosa non torna. E su Twitter è polemica

9 Lug 2016 18:31 - di Redazione

Per la morte a Fermo del migrante Emmanuel Chidi Namdi l’indignazione è massima. Ma la verità sull’episodio non è stata ancora del tutto accertata. L’arresto di Amedeo Mancini non ha placato le polemiche. Anzi. Ora dopo ora si moltiplicano i dubbi. E alle polemiche si aggiungono adesso anche i tweet che rimbalzano su facebook dove qualcuno scrive: “Un italiano si difende e adesso è in carcere per omicidio e Alfano dà subito la pensione a vita alla moglie del nigeriano… poi dici che nn sei razzista #iostoconamedeo”. In un altro post è scritto: “L’autopsia sul nigeriano, dimostra che ha preso un solo pugno, la morte è avvenuta cadendo a terra, ha battuto la testa, è stato particolarmente sfortunato. L’ispezione sul corpo di Amedeo Mancini‬ invece dimostra ciò che i TESTIMONI dicono fin da subito, l’hanno colpito con un palo di ferro, preso a calci e pugni, addirittura è stato morsicato dalla vedova. Se non è LEGITTIMA DIFESA questa, vuol dire che in questo paese, se vieni aggredito da IMMIGRATI, non puoi far altro che subire e tacere. #IoStoConAmedeo”. Insomma, su twitter #ioStoConAmedeo veicola la solidarietà verso l’aggressore, chiedendo la “legittima difesa”, e le accuse ai tg di strumentalizzare la vicenda. E naturalmente ci sono quelli che invece reagiscono perchè la pensano all’opposto: “questo di #ioStoConAmedeo è un tornante oltrepassato il quale non si torna indietro. Meglio così che escano allo scoperto. Pietà l’è morta”. In attesa di riscontri oggettivi e delle valutazioni della magistratura è evidente che comunque la si pensi tanto è ciò che non torna nella tragedia di Fermo. A partire dalla esatta dinamica che ha portato alla morte del migrante. In un’intervista a Pisana Bachetti, la donna che per prima ha visto la rissa e chiamato le forze dell’ordine, pubblicata dal Resto del Carlino a firma di Fabio Castori si evidenzia una realtà un po’ diversa da quella che ci è stata raccontata. “Non vive più Pisana Bachetti,- scrive Castori –  la donna che ha assistito alla rissa tra Amedeo Mancini, Emmanuel Chidi Namdi e la moglie. La sua vita, tra insulti, minacce e accuse di mitomania, è diventata un inferno. Eppure la testimone, che è stata persino cancellata da Facebook, appartiene a una famiglia notoriamente di sinistra e antirazzista. Ecco cosa dice la donna sullo scontro tra il migrante e il fermano: “Purtroppo ho assistito alla scena e ho visto che il giovane fermano, prima di sferrare un pugno, è stato letteralmente assalito dalla vittima e da sua moglie. Lo hanno picchiato per quattro o cinque minuti e lo hanno colpito anche con un segnale stradale trovato nei pressi. Quando ho assistito a quella scena, ho chiamato la polizia perché temevo per l’incolumità del 39enne fermano, che ha reagito con un colpo, purtroppo per la vittima, ben assestato. Qualcuno ha cercato di intervenire, ma è stato preso a scarpate dalla moglie del giovane di colore”. E per aver detto questo, cioè quel che ha visto, la signora Bachetti è adesso additata e persino minacciata: “Si è vero.- spiega al Carlino – Ricevo chiamate da tutta Italia. Appena dieci minuti fa mi è stato inviato l’ultimo messaggio in cui mi davano della nazista. Ed è solo uno dei tanti che mi giungono. Ora mi dovete lasciare in pace. Tutti. Non voglio più essere disturbata, basta, lasciatemi in pace, non voglio dire più niente né parlare con nessuno. Sono stata sbattuta in prima pagina prima del nome del presunto assassino solo per aver detto la verità». Ecco, speriamo che la verità su questo dramattico fatto di sangue venga appurata prima possibile. Per evitare ogni possibile speculazione.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *