Lo stupratore in permesso premio era libero grazie al governo Renzi

12 Mag 2016 17:21 - di Carlo Marini

Il detenuto agli arresti domiciliari che ha stuprato una sedicenne a Milano doveva rimanere in carcere fino a ottobre, ma è stato rimesso in circolazione grazie a un permesso premio previsto da una norma varata dal governo Renzi. A denunciarlo l’opposizione di centrodestra, che incalza l’esecutivo sull’atroce episodio di cronaca nera. Il fatto è accaduto il 28 aprile, ma le forze dell’ordine non hanno diffuso la notizia alla stampa. Una “censura” preventiva di una notizia, che ai tempi del governo Berlusconi avrebbe fatto gridare allo scandalo e al regime ma che, con la sinistra al potere, è passata sotto silenzio. Chi punta il dito contro il ministro dell’Interno Angelino Alfano e il Guardasigili Andrea Orlando, è Roberto Calderoli. «C’è un governo che, ciclicamente – denuncia il senatore leghista – per alleggerire il sovraffollamento carcerario e dare lavoro alla lobby amica degli avvocati, vara un indultino o uno svuota carceri o si inventa una nuova misura premiale per i detenuti, pensando sempre appunto a Caino, ma non si pensa mai ai reati che ha commesso, alla sua indole a delinquere».

Forza Italia: “Governo Renzi premia i delinquenti”

«Una storia aberrante», denuncia il deputato e coordinatore di Forza Italia per la provincia di Milano, Luca Squeri. «Ci aspettiamo seguano una condanna esemplare e l’approfondimento di tutte le dinamiche che hanno portato alla concessione di un simile beneficio a chi, evidentemente, non lo meritava minimamente». Secondo Squeri «rimane il paradosso di una giustizia per molti versi incomprensibile, che in alcuni casi ricorrere con inflessibilità alla carcerazione, anche preventiva, pure a fronte di situazioni che non la richiederebbero e in altri mostra buonismo e permissivismo verso chi, appena fuori, non sa fare altro che tornare a delinquere. La certezza della pena non può essere un optional», conclude.

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