Referendum, Rampelli attacca Napolitano: è lui il vero reazionario
Home livello 3 - di Redazione - 3 Maggio 2016 - AGGIORNATO 3 Maggio 2016 alle 18:43
Fa discutere l’entrata a gamba tesa di Giorgio Napolitano nel dibattito sul referendum costituzionale a favore del sì. «La vittoria del no comporterebbe la paralisi definitiva», ha detto l’ex presidente della Repubblica intervistato dal Corriere, atteggiandosi a grande riformista senza rinunciare a una tirata d’orecchie a Matteo Renzi per aver dato «un’accentuazione politica personale al referendum».
Rampelli: Napolitano è un reazionario
«Troviamo sorprendenti le dichiarazioni di Giorgio Napolitano. Fu proprio lui a incoronare personalmente e politicamente Renzi al quale oggi rimprovera la deriva bonapartista», è il commento duro di Fabio Rampelli che conferma i dubbi di Fratelli d’Italia «sulla bontà delle riforme» di cui parla Napolitano. «Il vero conservatore, anzi reazionario, è lui con il sistema che garantisce: saranno sempre i partiti a decidere l’elezione del presidente della Repubblica e non i cittadini con l’elezione diretta», aggiunge Rampelli, «il bicameralismo da perfetto diventa imperfetto, da paritario a disparitario con la creazione di ben 7 iter legislativi diversi; infine i ribaltonisti continueranno a fare il bello e il cattivo tempo. Se venisse contestata almeno una di queste verità – conclude Rampelli – allora sì, saremmo noi i conservatori. Ma in questa riforma non si è cambiato nulla, si è solo fatto maquillage sull’attuale Costituzione per mandare il bullo di Firenze nei salotti europei con un abito nuovo».
di Redazione
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