Parisi: «A Milano tutto il centrodestra è con me, Sala ostaggio della sinistra»

giovedì 11 febbraio 9:53 - di Monica Pucci

«Volevo essere certo di avere un consenso ampio da parte della coalizione che mi dovrà sostenere. Soprattutto le garanzie avute da chi mi sosterrà mi hanno spinto a rompere gli indugi». Così Stefano Parisi (a sinistra, nella foto) spiega al Corriere della Sera la sua decisione di candidarsi a sindaco di Milano per il centrodestra. «Ho riflettuto molto perché questa decisione cambia i miei orizzonti: ma credo che si debba reagire a questo senso di rassegnazione nei confronti della politica», aggiunge. «Il centrodestra ha perso oggettivamente terreno e dal 2011 a Milano molta gente è delusa e ha smesso di votare. Questo esperimento credo ci consentirà di ricostruire una maggioranza moderata, aperta anche al mondo riformista e liberal democratico di questa città, che ha voglia di liberare le energie positive. Guardo anche all’esperienza che sta facendo Corrado Passera: siamo amici e ha fatto un grande lavoro di analisi che deve trovare casa in questa coalizione».

Parisi attacca Sala: sarà ostaggio della sinistra

Secondo Parisi, “bisogna occuparsi della vita quotidiana delle persone, perché la buona amministrazione viene dalla qualità dei servizi e dalla buona organizzazione”. «E poi questo amministratore avrà a che fare con un condominio digitale: è inaccettabile che il Comune, che ho lasciato 15 anni fa, abbia ancora 130 banche dati che non parlano fra di loro. Digitalizzare vuole dire maggiore efficienza e trasparenza». Il suo profilo simile a quello del candidato avversario Giuseppe Sala (a destra, nella foto)? «Veniamo da esperienze di lavoro in parte simili, lo stimo ed è possibile trovare punti in comune nei nostri programmi. Ma c’è una differenza fondamentale. Il nostro disegno di una città libera e aperta trova l’appoggio e il consenso pieno della mia maggioranza. Sala invece dovrà fare i conti con il radicalismo di sinistra e la forte subalternità a Roma: sentiremo molti annunci che non potrà concretizzare».

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