Lesbo, accoglienza avanti tutta. Arriva la Boldrini con il salvagente

13 Feb 2016 18:10 - di Elsa Corsini

Accoglienza senza se e senza ma. Nel suo stile, tanto buonismo e poca visione politica. In visita a Lesbo, la piccola isola greca  a tre miglia dalla Turchia, Laura Boldrini si è fatta immortalare con un salvagente recuperato su una spiaggia di Skala Sykaminias, dove sono sbarcate decine di migliaia di immigrati via mare.

Il salvagente della Boldrini

«Questo giubbotto è il simbolo dello sforzo di questa isola nell’accogliere migranti disperati, ma è anche un giubbotto per salvare l’Europa», ha detto Boldrini assicurando la sua vicinanza al sindaco della piccola comunità che ha affrontato da sola l’inizio della crisi migratoria dello scorso anno sulla costa balcanica, Georgios Saroglu. «Sono qui come presidente della Camera italiana per dirvi che farò tutto quello che è nelle mie facoltà per non lasciarvi soli». Nella sua visita Boldrini ha incontrato, tra gli altri, anche la signora Emilia Kamvysi, 83 anni, diventata un simbolo dell’accoglienza tanto da farle valere la candidatura al Nobel per la pace. La nonnina fu immortalata in una foto diventata subito virale sul web, mentre dava il biberon al figlio neonato di una giovane profuga.

«Fiera di voi»

«Siamo fieri di voi, che con la vostra umanità state riscattando l’Europa. Non vi lasceremo soli», ha detto ancora la presidente della Camera in un momento in cui la Grecia è sotto la lente di ingrandimento dell’Ue per la gestione delle frontiere esterne e che rischia di trovarsi isolata da Schengen. «Se affonda Lesbo, affonda la Grecia, affonda anche l’Europa», ha detto ancora la Boldrini.

Isola di frontiera

L’isola di Lesbo è la prima frontiera dell’Europa per chi fugge dalla Siria, dall’Iraq, dall’Afghanistan, perfino dal Marocco. E di fronte allo sbarco di disperati, come in Sicilia, la popolazione non si è tirata indietro finché non sono arrivati i rinforzi “istituzionali” e da gennaio anche la Guardia costiera italiana. Dal 25 gennaio i nostri militari hanno soccorso più di 320 persone, fino a buttarsi in acqua per recuperare le persone in mare una ad una.

 

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