Centrodestra ragiona su Roma: da evitare il suicidio dei due candidati

martedì 9 Febbraio 8:15 - di

Su Alfio Marchini permane il veto di Giorgia Meloni, che non si può candidare, ma non ha nemmeno lanciato un nome alternativo. Salvini vorrebbe Marchini, ma non a costo di rompere il patto con l’alleata. Berlusconi spera ancora in Bertolaso (il cui rifiuto pare definitivo) e ripensa al generale Leonardo Galitelli, mentre almeno mezza Forza Italia fa il tifo per Marchini (e a microfoni spenti dice cose durissime sulla leader di Fratelli d’Italia). Per gli azzurri e la Lega la partita è molto più grande di ciò che sta dentro al raccordo anulare. Nei sondaggi cittadini Forza Italia è data attorno al 7-9% e la lista Noi per Salvini poco più in basso. Se il candidato col quale saranno in cordata non vincerà, il peso dei due partiti nel consiglio comunale sarà irrilevante: la delegazione in Campidoglio sarà limitata (se andrà bene) a un paio di consiglieri per lista.

Il fronte moderato potrebbe avere due candidati. Gasparri: “un suicidio da impedire”

Si può pretendere di guidare il Paese se nella capitale la tua presenza è al lumicino? Tutto cambierebbe se a Roma il loro candidato vincesse: Forza Italia e Lega sarebbero sovrappresentate in Campidoglio e ci sarebbero onori e gloria per tutti. Ma Marchini, che si presenta come anti-renziano e si rivolge soprattutto al popolo di centrodestra, oggi non è il candidato della coalizione e rischia di non esserlo mai. Se – si legge su “Libero” – non si troverà l’accordo per presentare un’unica candidatura, l’elettorato moderato andrà diviso ai seggi e ciao Campidoglio. «Insisteremo sino in fondo per dare a Roma un’alternativa alla sinistra, ma il nostro atteggiamento verso il centrodestra non può essere come quello di Ncd dinanzi a Renzi: saremmo inutili e controproducenti. Per questo si va avanti», avverte Gaetano Quagliariello, che col suo movimento Idea spinge le candidature di Marchini, Passera, Lettieri e di altri aspiranti sindaco “civici” avversari del Pd.

Marchini, Passera, Lettieri: ecco gli aspiranti sindaco “civici” anti PD

Tra la grande vittoria e la grande guerra fratricida il confine è labile. Maurizio Gasparri, uno degli azzurri che non si rassegna a morire renziano, fa una promessa: «Presentare due candidature di area moderata è un suicidio che chi ha cervello cercherà di impedire in ogni modo, sino all’ultimo, nei confronti di chiunque».

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