A Roma il cimitero bipartisan: dalla gallina di Mussolini al cane di Pertini
Home livello 3 - di Giovanna Taormina - 11 Febbraio 2016 - AGGIORNATO 11 Febbraio 2016 alle 18:19
C’è un luogo a Roma che è sfuggito alle guerre ideologiche e iconoclaste della sinistra: è Casa Rosa, il primo cimitero degli animali e il più antico d’Italia. Si trova in via dell’Imbrecciato nel quartiere Portuense ed è l’unico autorizzato a Roma. Una storia lunga quasi un secolo: tutto nacque con la gallina di Mussolini. Una pollastra sopravissuta a tre pulcini acquistati dal Duce per far giocare i figli Bruno, Vittorio e Romano. Come si legge su Repubblica Roma, quando la gallina passò a miglior vita nel 1923, il Duce chiese al suo veterinario di fiducia, Antonio Molon di seppellirla in un suo piccolo appezzamento. «Mio padre – ha raccontato il figlio Luigi Molon – era il veterinario di fiducia di casa Mussolini. E il Duce in persona gli chiese di seppellirla in un posto dove i suoi tre figli potessero andare a trovarla».
Casa Rosa, dalla gallina di Mussolini al cane di Pertini
Fu l’inizio. Ben presto, infatti, la voce si diffuse tra i nobili dell’epoca e trovarono degna sepoltura lì, cani, gatti, conigli, piccioni, papere, passerotti, pappagalli, cavalli, criceti. Si aggiunsero poco dopo i cani di Casa Savoia, dei Torlonia e negli anni successivi la moglie Rosa Molon e il figlio Luigi aprirono le porte del cimitero agli animali di politici, magistrati e attori. Sandro Pertini ci fece seppellire il suo barbone bianco. Anche Giovanni Leone ci portò i gatti di donna Vittoria, e lo stesso fece Anna Magnani con i suoi gatti. Peppino De Filippo ci portò Fido e anche l’inseperabile barboncino di Brigitte Bardeau si trova lì. Poi si arrivarono gli animali di Palma Lucarelli, Aldo Fabrizi, Federico Fellini. Dai pochi dell’inizio del secolo scorso, oggi a “Casa Rosa” sono ospitati più di un migliaio di esemplari. «Non facciamo distinzioni tra animali vip o meno vip – ha detto Luigi Molon a Repubblica – per lo più vengono giovani, bambini, coppie. E come negli altri cimiteri funziona la “livella” di Totò. I posti liberi sono pochissimi, il contratto è di cinque anni obbligatori, poi diventa facoltativo, ma quasi tutti lo rinnovano. Noi cerchiamo di fare il possibile, ma lo spazio è ridotto». Ma Casa Rosa non è semplice luogo dove far seppellire un animale, è un angolo di ricordi. Tantissime casette di legno colorarte ciustodiscono le spoglie di molti animali. Tantissime le dediche, i peluche lasciati lì, i fiori. L’ultima dedica è per un criceto e l’ha scritta con pennarello rosso una bambina di sette anni: «Sei stato il mio primo animaletto, resterai per sempre con me».
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