Spagna, si arruola contro l’Isis e si scopre che è un ex consigliere del Pp

martedì 6 ottobre 15:53 - di Ginevra Sorrentino

La stampa di Madrid lo riferisce con grande clamore, ma senza troppa sorpresa: un ex-consigliere comunale basco proveniente dalle fila del Partito Popolare del premier spagnolo Mariano Rajoy, è fra i combattenti internazionali che lottano in Siria contro i terroristi jihadisti dello Stato Islamico.

Ex consigliere del Pp al fronte anti-Isis

Secondo Publico online Rodrigo Garcia Saenz de Cortazar, che fino a maggio ha rivestito la carica di consigliere comunale di Alegria-Duilantzi, si è unito in giugno al gruppo armato I Leoni di Kobane formato da combattenti curdi e da volontari internazionali, e che lotta contro l’Isis nella Siria del Nord. «Se non li fermiamo qui, presto li avremo in casa. Non voglio che un terrorista venga a uccidere mia moglie o mia figlia», avrebbe argomentato l’uomo spiegando il perchè dell’arruolamento, almeno secondo quando riportato dal quotidiano digitale basco Gasteiz-Hoy citato da Efe.

In procinto di tornare in Spagna?

L’ex-consigliere comunale del Partito Popolare, volato al fronte caldo siriano per affrontare in prima linea e provare a sconfiggere in prima persona la minaccia islamica militarizzata, prevede però di tornare a casa quanto prima per assistere la moglie che verserebbe al momento in condizioni di salute precarie. A tal fine l’uomo avrebbe deciso di venire meno al suo impegno bellico, chiedendo l’assistenza dell’ambasciata spagnola ad Ankara al fine di poter rientrare in Turchia con un visto regolare. L’ambasciata, a sua volta, dovrebbe avergli indicato un punto d’uscita abbastanza sicuro, situato nei pressi di Kobane, la città martire curda sul confine con la Turchia, saccheggiata dai jihadisti del “Califfo” al-Baghdadi, responsabili di ormai innuerevoli atrocità in Siria e Iraq. La città che l’ex consigliere del Pp ha provato a presidiare e a difendere proprio da quelle milizie di terroristi, corazzate di orrore e armate di morte, contro cui nei mesi scorsi il politico consevatore deluso dalla diplomazia come da qualunque forma di strategia ideologica, aveva scelto di scendere in campo militare.

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