La crisi morde ancora: impennata delle ore di cassa integrazione

sabato 24 ottobre 11:27 - di Alberto Fraglia

Aumentano a settembre le ore di cassa integrazione. Un dato che la dice lunga sull’andamento (scarso) della produzione nel nostro Paese. Un dato che dovrebbe far riflettere chi , come il premier Renzi, cerca ogni giorno di offrire un quadro diverso sull’andamento della nostra economia e della occupazione. Qui non si tratta di “gufare”. I numeri sono numeri. E i numeri ci dicono che la Cig nel mese di settembre rispetto ad agosto ha registrato un aumento del 54,31 %, in parte prevedibile, ma con un segno assolutamente più marcato (10 punti) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Secondo la Cgil le ore di Cig totali tornano nel livello medio registrato in questo anno, intorno ai 60 milioni di ore mese. Le ore di Cig nel mese di settembre sono state 60.690.783 con una riduzione su settembre 2014 del 38,10%. Mentre in questi nove mesi del 2015 sono state autorizzate 517.904.592 ore di Cig con una riduzione sul 2014 del 31,98%. Il volume delle ore di Cig in questi nove mesi del 2015 conferma l’assenza di attività produttiva (zero ore) per potenziali 330 mila posizioni lavorative dalle prospettive sempre più incerte La richiesta delle ore di Cigs e di Cigo di questo mese, spiega l‘osservatorio Cig del sindacato, conferma le preoccupazioni legate agli alti volumi di ore della Cigs che continuano ad indicare un contenuto strutturale delle crisi industriali anche in questi mesi del 2015, mentre anche le ore di Cigd tornano ad aumentare. È però anche il segno che il miglioramento nelle attività produttive tende a stabilizzarsi piuttosto che continuare a seguire una linea di crescita. Comunque Il miglioramento contribuisce a recuperare gli ampi margini indotti dalla crisi, nella sotto utilizzazione degli impianti e nella messa a regime del sistema produttivo, certo anche con un riflesso sull’aumento occupazionale. La Cgil afferma inoltre che “non si può aspettare un aumento indotto da una crescita spontanea dell’economia, non in grado di recuperare i gravi e profondi scompensi e inefficienze presenti nel sistema Italia, dove anche le recenti proposte sulla legge finanziaria (da liberi tutti) rischiano di aggravare”.

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