La prof Agnese Renzi, “reginetta” dei precari, cerca classe

martedì 8 settembre 17:53 - di Mario Aldo Stilton

Suvvia, e realizziamoglielo il sogno ad Agnese. Facciamola felice la moglie di Matteo Renzi. Mobilitiamoci. Perché, in fin dei conti, ad Agnese Landini (che non è una parente del trinariciuto e bellicoso segretario della Fiom) basterebbe ben poco. A lei basterebbe ottenere un incarico che la faccia «stare in classe dal primo giorno: non l’ho mai fatto». Eccolo il sogno-desiderio della professoressa Landini Agnese in Renzi, insegnante di italiano. Anche lei è una di quelle in attesa di una destinazione, di una cattedra.  E anche lei, insieme a molti altri insegnanti precari, si è presentata all’Istituto Russel Newton di Scandicci dove vengono assegnate le cattedre. Timida e riservata ha trascorso parecchio tempo a schermirsi, a cercare di dribblare la professionale curiosità dei cronisti di alcuni siti on line nonché le tante domande dei suoi colleghi sulla riforma varata dal governo del consorte («Ma non chiedete a me…», ha glissato). E quanto al suo desiderio, l’ha così motivato: «Mi piacerebbe almeno una volta – ha detto – fare il primo giorno di scuola con gli studenti in classe: non l’ho mai fatto. Deve essere bello accogliere gli studenti in classe». Perciò, non stiamo a pensarci. Organizziamo subito una bella raccolta di firme on line. E lanciamo naturalmente l’hashtag #ilsognodiAgnese. Dopodiché invitiamo tutti a sostenerlo, sottoscriverlo e rilanciarlo. Tutti i precari d’Italia, tutti quelli che hanno aspettato e aspettano inutilmente, tutti quelli che hanno sperato e sperano ancora, tutti quelli che si sono dannati e si dannano l’anima per un impiego, che sia una cattedra o un posto alle Poste. Così quando la signora Agnese sarà giustamente accontentata e felice anche gli altri, anche quelli che saranno sbattuti da un capo all’altro della Penisola, anche coloro che saranno costretti a rinunciare a figli e famiglia, anche tutti quelli che rimarranno al palo, tra una imprecazione e l’altra potranno gioire della fortuna di Agnese. Che non è quella color di cioccolata cantata dal mitico Ivan Graziani, ma la moglie di Matteo. Che, forse, proprio per lei volle la riforma della scuola. Perché Agnese potesse realizzare il sogno.

 

 

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