Unioni gay, Renzi ignora il Family day. Approvazione entro settembre

29 Giu 2015 12:09 - di Adele Sirocchi

Non sarebbe veritiera l’immagine di un Renzi stretto tra i fautori del Family Day e la sinistra favorevole ai matrimoni gay. Il premier che vuol tornare a fare il decisionista, secondo un retroscena del Corriere, non si è per nulla turbato della piazza cattolica di San Giovanni e intende andare avanti con l’idea di portare in Italia la civil partnership su modello tedesco. Unioni civili possibili anche all’ombra del Cupolone, dunque. E se non è matrimonio con fiori d’arancio e torta come sognava Vendola, è qualcosa che ci si avvicina. E anche i cattolici moderati del Pd sarebbero d’accordo su questa strada.

Il premier è certo di approvare le unioni civili a settembre

“Siccome il premier intende veramente fare sul serio – scrive Maria Teresa Meli – può facilmente incunearsi in questo spazio che si è aperto tra chi vuole il matrimonio e chi vi si oppone con tutte le sue forze, portando a casa il risultato: le unioni civili come proposta di mediazione accettabile. Magari non si riuscirà ad approvare la normativa entro luglio, ma a settembre al massimo la legge passerà al Senato per andare alla Camera”.

Cosa prevede il ddl Cirinnà

Il testo di cui si parla, cioè il ddl Cirinnà, è composto da 19 articoli, raggruppati sotto due titoli: il primo  riguarda le unioni civili e il secondo disciplina la convivenza tra persone dello stesso sesso. L’iter, approvato dalla commissione Giustizia del Senato, è semplice: due persone dello stesso sesso possono unirsi civilmente mediante dichiarazione dinanzi all’ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni; presso gli uffici dello stato civile di tutti i comuni italiani si dovrà istituire il registro delle unioni civili tra persone dello stesso sesso. Ma il punto più discusso della legge è l’adozione consentita di un bambino già riconosciuto come figlio di uno solo dei due. Un passaggio che non solo non piace agli esponenti Ncd ma suscita perplessità anche all’interno del Pd.

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