Sondaggio: il Pd perde terreno, il centrodestra vicino al sorpasso

23 Giu 2015 16:29 - di Mauro Achille

Centrodestra e Pd alla pari. L’ultimo sondaggio dell‘Istituto Piepoli sul voto degli italiani conferma una tendenza già emersa nelle settimane scorse: il calo del Pd e l’aumento del Movimento Cinquestelle. Ma la novità assoluta è data dal fatto che, sommando le percentuali degli italiani che voterebbero  le forze politiche del centrodestra  (il 34%), una volta unite, la partita con il Pd sarebbe più aperta che mai. Questo il quadro delle intenzioni di voto (tra parentesi la variazione percentuale rispetto alla scorsa settimana): – Pd 34,5% (-1,0). – Sel 3,5% ( = ). – Altri centrosinistra 1,0% ( = ). – Fi 11,0% ( = ). – Ncd-Udc 2,5% ( = ). – Fdi 4,0% ( = ). – Lega Nord 16,5% ( = ). – Altri centrodestra 0,5% ( = ). – M5s 23,0% (+1,0). – Altri partiti 3,5% ( = ). Il sondaggio presentato è stato eseguito il 22 Giugno 2015 per ANSA con metodologia mista CATI-CAWI, su un campione di 1.000 casi rappresentativo della popolazione italiana maschi e femmine dai 18 anni in su, segmentato per sesso, età, Grandi Ripartizioni Geografiche e Ampiezza Centri proporzionalmente all’universo della popolazione italiana.

Dal sondaggio trend in discesa per Renzi

Insomma , la fiducia degli italiani in Matteo Renzi sembra ormai diminuire costantemente. E’ un trend che trova spiegazione in molte cause. Intanto, stanno emergendo i limiti di un governo che non riesce a venire a capo della crisi economica e sociale in cui versa il Paese. La tanto agognata e sbandierata ripresa, in effetti, non c’è. I dati, al di là di qualche piccolissimo scostamento del Pil dagli indici registrati negli ultimi tempi, confermano la negatività del quadro produttivo. Il debito pubblico è in aumento. Le riforme, da quelle istituzionali al Jobs Act alla Scuola, non sono tali da configurare il cambiamento positivo promesso da Renzi. In più l’atteggiamento del premier, che spesso ricorre a toni arroganti e supponenti, comincia a stancare. D’altro canto, il sondaggio conferma come le divisioni sul versante del centrodestra non aiutino a creare una reale e concreta alternativa a Renzi. Un motivo in più per riflettere e cercare nuove strade di condivisione intorno ad un progetto unificante che superi egoismi e inconcludenti contrapposizioni.

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