La Grecia rifiuta le proposte della Ue, è rottura. Il fallimento è vicino

16 Feb 2015 20:55 - di Redazione

Per la Grecia è corsa contro il tempo dopo la brusca conclusione dell’Eurogruppo di oggi. Il 28 febbraio è il giorno in cui scade l’attuale piano di salvataggio da 172 miliardi di euro e senza un accordo con i creditori internazionali, Atene rischia a marzo di ritrovarsi con le casse vuote, le banche a picco e sulla strada verso l’uscita dall’eurozona. Le proposte dell’Eurogruppo ad Atene, di rispettare gli impegni dell’attuale piano di salvataggio, “sono assurde ed inaccettabili”, sostiene il governo ellenico. Il premier Alexis Tsipras punta infatti ad un taglio del debito piuttosto che ad un allungamento delle scadenze perché – come spiegato dal ministro delle finanze Yanis Varoufakis – “tutti sanno che la Grecia non sarà mai in grado di sostenere il debito attuale senza un nuovo contratto”. E per mettere a punto un nuovo piano sul debito, il nuovo esecutivo ellenico ha chiesto un prestito ponte fino ad agosto per avere il tempo necessario.

Il no della Ue a un nuovo prestito alla Grecia

I partner Ue respingono però questa soluzione perché non hanno intenzione di rimettere mano al portafoglio per tenere a galla Atene, insistendo dunque sul rispetto degli impegni sottoscritti dal precedente governo di Antonis Samaras e su una estensione dell’attuale programma di salvataggio della troika. Il governo Tsipras chiede inoltre di ridurre l’obiettivo del surplus di bilancio per quest’anno dal 3% all’1,5% e per il 2016 dal 4,5% all’1,5% in modo da avere più fieno in cascina per rilanciare la crescita ellenica. Il Pil greco nel quarto trimestre del 2014 ha segnato una contrazione a sorpresa dello 0,2% contro stime per una crescita dello 0,4%. Per Atene dunque le attese di un surplus di bilancio del 3% nel 2015 e del 4,5% l’anno prossimo “non sono realistiche”. Dopo il nulla di fatto all’Eurogruppo di oggi, tutti i nodi verranno presto al pettine. Già a marzo la Grecia dovrà rimborsare o rinnovare 4,3 miliardi di debiti e senza un cosiddetto salvagente europeo potrebbe scatenarsi nuovamente il panico sui mercati che a sua volta potrebbe innescare in Grecia una corsa agli sportelli bancari. Oggi la Borsa di Atene ha chiuso in netto calo, lasciando sul terreno il 3,83% e spazzando via l’ottimismo dei giorni scorsi su un possibile accordo. Giù ancora una volta le banche greche: Attica ha perso il 16,8%, National Bank of Greece il 12,4%, Alpha Bank l’8,86%. E lo spread tra titoli decennali ellenici e bund tedesco è in rialzo a 898 punti base, col tasso al 9,31%.

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