Sui Marò chiacchiere & promesse. La Mogherini da Lady Pesc a Lady Fuffa

27 Dic 2014 9:25 - di Antonio Marras

Stavolta non s’è potuta sottrarre al tema dei marò. Per poter annunciare dalle prestigiose colonne di “Repubblica” i suoi grandi progetti di politica internazionale, Federica Mogherini ha accettato a malincuore di approfondire, si fa per dire, anche lo spinoso caso dei due soldati italiani ostaggio dell’India. E lo ha fatto minacciando chissà cosa, per non dire nulla di concreto. «Il continuo rinvio di una soluzione alla questione dei due marò italiani può anche incidere sulle relazioni Ue-India e sulla lotta globale contro la pirateria in cui l’Ue è fortemente impegnata». E quindi?

Lady Pesc al suo ennesimo avviso

L’Alto rappresentante per la Politica estera Ue, la cosiddetta Lady Pesc, fa sapere a New Delhi di possibili conseguenze dello stallo delle trattative tra Italia e India. Poi la Mogherini si scusa con i fucilieri, dopo quegli annunci di grandi svolte fatte subito dopo l’insediamento del governo Renzi («Si apre una nuova fase, adecco ci pensiamo noi, la soluzione è l’arbitrato internazionale…»). Ora usa toni quasi dimessi. «Vorrei esprimere un pensiero di vicinanza a Massimiliano e Salvatore, mi auguro che questa vicenda possa risolversi presto e bene. Cone ho sempre detto in Parlamento, ho usato i mesi da ministro degli Esteri per completare le procedure preliminari all’arbitrato, che hanno richiesto più tempo e lavoro del previsto. Oggi, nella mia nuova posizione, continuo a seguire la vicenda che mi sta molto a cuore, anche se le aspettative sono andate deluse…». Molto, molto deluse, cara Mogherini.

L’importante è rafforzare l’Europa

L’ex ministro degli esteri italiano, però dedica gran parte del suo colloquio con Repubblica a  riflettere poi sull’Europa e spiega poi quale sia, a suo avviso, la sfida più importate per la Ue: «Quella interna: la sfida dell’Europa con se stessa. Creare una vera politica estera europea. Dobbiamo partire da noi. Dimostrare che siamo in grado di avere una visione comune». E sottolinea: «Guardiamoci intorno. Tutti i più gravi teatri di crisi del Pianeta sono ai confini dell’Europa: Ucraina, Siria, Medio Oriente, Libia, Africa. Io non credo alla casualità della geografia». Individua poi le crisi ai confini europei che la preoccupano maggiormente: «Ne vedo tre: l’Ucraina, che implica anche i nostri rapporti con la Russia, il Medio Oriente e la Libia, che se non trova una soluzione rapida, rischia di diventare la più esplosiva». Riflette infine sulla crisi con la Russia: «Da una parte dobbiamo rafforzare il nostro sostegno all’Ucraina, dall’altra dobbiamo aprire un confronto diretto con Mosca sulle nostre relazioni reciproche e sul ruolo che la Russia può avere in altri scenari di crisi».

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