Dalla Bulgaria in Italia: picchiati, ridotti in schiavitù, nutriti con un wurstel

8 Nov 2014 16:45 - di

Uomini, diversamente abili, ridotti in schiavitù mediante l’accattonaggio, persone senza sostegno alcuno che, mendicando per le strade di Bari, fruttavano all’organizzazione criminale circa 30 euro al giorno ciascuno. I soldi dovevano essere consegnati tutti ai loro aguzzini: in cambio ricevevano un wurstel al giorno e dell’acqua. Con l’accusa di aver organizzato il trasferimento in Italia, attraverso la Grecia, di numerosi connazionali, illudendoli con la promessa di un lavoro, ma in realtà costringerli a mendicare per strada, la polizia ha arrestato a Bari Marin Kostov Todorov, bulgaro di 41 anni, per tratta di essere umani e riduzione in schiavitù. L’uomo, a fine giornata, avrebbe incassato tutti i proventi dell’attività di accattonaggio.

La storia

Uno dei mendicanti ha impietosito una donna che, con pazienza, è riuscita a guadagnarsi la sua fiducia. È riuscita a farsi dire il nome scoprendo, grazie a internet, che era un uomo inserito nell’elenco dell’Interpol delle persone scomparse. Così ha scoperto la sua storia mettendolo prima in contatto con un’associazione di volontariato e poi con la polizia. Sono iniziate così le indagini che hanno portato all’arresto di Marin Kostov Todorov. L’arresto, secondo gli investigatori, sarebbe la punta dell’icerberg di una consuetudine più ampia che comprenderebbe anche la “vendita” dei mendicanti tra organizzazioni criminali specializzate nella tratta di esseri umani. Gli investigatori della polizia hanno contezza di un episodio di compravendita di un uomo per mille euro.

Le indagini

Le indagini sono state avviate a marzo del 2013, si sono protratte fino ad aprile 2014, ed hanno consentito alla squadra mobile di individuare una rete di etnia rom dedita alla tratta di persone. «Individuavano in Bulgaria persone disabili o di età avanzata – ha spiegato Luigi Rinella, capo della squadra mobile di Bari – E con false promesse di lavoro le trasportavano prima in Grecia e poi in Italia. Qui erano obbligati a trascorrere le loro giornate agli incroci semaforici e tutti i proventi dovevano essere resi all’organizzazione». In tutto sono due gli indagati in questo procedimento penale; lo è anche la compagna di Marin Kostov Todorov; quest’ultimo ritenuto dagli investigatori la “mente” del business criminale. Ma sarebbero molte altre le persone individuate come presunte componenti dell’organizzazione la cui presenza è segnalata in Italia, Bulgaria e Grecia.

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