Metodo Stamina, nuova ordinanza del Tribunale di Roma per il trattamento nel nosocomio bresciano di una piccola paziente

21 Lug 2014 18:47 - di Redazione

Agli Spedali Civili è stata notificata oggi una nuova ordinanza con la quale un giudice del Tribunale di Roma nomina la biologa di Stamina, Erica Molino, coordinatrice di un’équipe per praticare infusioni su una bambina tra i 34 pazienti già in trattamento nell’ospedale bresciano. Un’ordinanza che replica quella del Tribunale dell’Aquila. «Anche in questo caso al Tribunale di Roma chiederemo chiarimenti» ha detto il direttore generale degli Spedali Civili di Brescia, Ezio Belleri. «Non ci opponiamo alle disposizioni dei magistrati. Dobbiamo assumere decisioni in collaborazione con la biologa Molino nominata coordinatore di équipe, non ausiliario del magistrato. Sono poteri diversi» ha spiegato Belleri. La nuova ordinanza, del tribunale di Roma sezione lavoro, che autorizza la ripresa delle infusioni secondo il metodo Stamina a partire dal 25 luglio, riguarda Ludovica, una bimba di otto anni affetta dalla malattia di Tay Sachs. L’ordinanza, come per il caso della piccola Noemi, la bimba di Guardiagrele (Chieti) affetta da Sma1, nomina capo équipe la biologa di Stamina, Erica Molino. Per la bambina romana questa sarebbe la quinta infusione, con cellule prelevate in precedenza ai genitori tramite carotaggio. «Ludovica sta abbastanza bene, e’ sveglia ma non fa le infusioni da dicembre, penso ai benefici che avrebbe potuto avere facendole in maniera continuativa, circa ogni 40 giorni» spiega la mamma, Francesca Atzeni. «Noi genitori siamo stanchi di essere scambiati per dei visionari – aggiunge – anche per questo stiamo tentando di metterci in contatto con la struttura dalla quale la bambina viene seguita perché valuti con esami strumentali come sta prima e dopo le infusioni».

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