Alitalia, al via il referendum tra i lavoratori. Sindacati divisi sull’accordo. La Uil: «È una farsa»

mercoledì 23 luglio 14:29 - di Gabriele Alberti

Fino alle 8 del mattino del 25 luglio si terrà il referendum dei lavoratori Alitalia sull’integrativo aziendale al contratto nazionale di lavoro per il trasporto aereo. Il referendum è stato indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Ugl Trasporti. Si dissocia dalla consultazione la Uil Trasporti, che nei giorni scorsi, aveva deciso di non firmare nè il contratto nazionale né l’integrativo. Nell’integrativo, riferiscono fonti sindacali, è prevista anche la riduzione del costo del lavoro da 31 milioni concordata con l’azienda. «A questo punto è indispensabile fare chiarezza e l’unico modo per farlo, prima dell’assemblea dei soci del 25 luglio, è fare esprimere attraverso un referendum tutti i lavoratori del gruppo Alitalia», sottolineano i sindacati promotori, aggiungendo che «gli accordi sottoposti a referendum, sofferti e impegnativi per il lavoro, sono uno degli elementi indispensabili per scongiurare il fallimento di Alitalia e conseguentemente il fallimento dell’operazione di ingresso di Etihad». Aggiungono:  «Nonostante la validità degli accordi su integrativo aziendale e contratto collettivo del trasporto aereo sezione vettori, in quanto sottoscritti da un insieme di sindacati che rappresentano molto più del 50% dei lavoratori di Alitalia, la Uiltrasporti che non ha firmato gli accordi ha chiesto il referendum in azienda sulla base del testo unico del 10 gennaio del 2014. Inoltre – proseguono le tre sigle sindacali – l’amministratore delegato Del Torchio, in risposta alla richiesta Uil, ha confermato la drammaticità della situazione dell’azienda che il 25 deve affrontare l’ultima prova decisiva per evitare il fallimento e per poter avviare a buon fine l’accordo con Etihad e nessuna delle due condizioni si potrà realizzare in mancanza dell’accordo sindacale». L’accordo sul costo del lavoro – spiegano – dura sei mesi e si concluderà, quando sarà già costituita la nuova azienda, a seguito dell’accordo con Etihad ed il rinnovo del ccnl del Trasporto Aereo, che sarà applicato dalla nuova Alitalia, garantisce gli aumenti contrattuali e stabilità nei trattamenti economici e normativi dopo il passaggio di azienda. «A questo punto – concludono – solo l’espressione democratica e responsabile del voto dei lavoratori può mettere la parola fine a questa fase drammatica dell’azienda con il SI al referendum, prima dell’assemblea dei soci del 25».

Non la pensa così la Uiltrasporti che invita i lavoratori di Alitalia a «non partecipare a questo referendum farsa», facendo sapere ai dipendenti di aver indetto il referendum da lunedì 28 luglio fino a venerdì 1 agosto. Cioè successivamente agli altri sindacati e dopo l’assemblea di Alitalia. Rileva il sindacato che l’azienda «ha imposto unilateralmente i tempi della consultazione e, in questi minuti, le organizzazioni sindacali firmatarie dell’accordo hanno indetto, con un preavviso di poche ore la convocazione dei seggi, a partire dal pomeriggio, prevedendo tempi limitatissimi, che precludono alla gran parte dei lavoratori turnisti e fuori sede la possibilità di partecipare, ed il tutto senza consentire l’informazione necessaria per tutti i lavoratori di Alitalia», spiega la Uilt. «In questo modo si svilisce, sino ad annullarlo, il valore di un istituto democratico quale il referendum».

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