Aiuto, si salvi chi può: la Boldrini punta al Qurinale

21 Giu 2014 18:32 - di Corrado Vitale

L’indiscrezione pubbbicata su alcuni siti è di quelle che fanno sudare freddo: Laura Boldrini punta al Colle. Aiuto, si salvi chi può. In tale malaugurata ipotesi l’Italia diventerebbe la Mecca del politically correct più ideologico e bacchettone,  il rifugio di tutti i rivoluzionari da salotto d’Europa, la terra promessa delle masse in fuga dal Sud del mondo. No Tav, antagonisti, antiproibizionisti, sconvolti vari avrebbero la loro madrina al massimo vertice dello Stato. Sull’Italia scenderebbe la cappa del perbenismo progressista più arcigno e intollerante. Belpaese addio. È uno scenario certo improbabile, ma comunque possibile, in questa folle Italia in cui ci troviamo a vivere da qualche anno. Di certo, a detta dei soliti bene informati, Lady Montecitorio  un pensierino ce lo sta facendo, allo scranno più alto della  Repubblica. A ingolosire Laura potrebbero essere state alcune dichiarazioni rese tempo fa da Napolitano: fu quando Re Giorgio auspicò  che il prossimo inquilino del Quirinale fosse in realtà una inquilina. Con la Bonino ormai fuori gioco e con la Cancellieri scomparsa dai radar e delegittimata dalla vicenda Ligresti, la Boldrini sarebbe automaticamente in pole position, visto che si tratta della donna che in questo momento occupa il posto più elevato nella gerarchia dello Stato. A insospettire i malpensanti è stata anche la sua subitanea presa di distanza da Vendola, che pure l’ha candidata. «Io mi sono presentata alle elezioni come indipendente – ha detto la terza carica dello Stato – e il secondo giorno che ero lì sono stata eletta presidente. Non ho partecipato al dibattito di Sel e al fatto che si sia arrivati a questa decisione». Peraltro, precisa, come presidente della Camera «non devo avere un marchio di appartenenza, tanto più che sono una indipendente. Mi spiace che in Sel ci sia stato questo strappo, ma non è che questa situazione mi rende orfana».  La manovra di avvicinamento a Renzi sembra chiara. Speriamo che Matteo non abbocchi, altrimenti sono dolori.  A rincuorarci un po’ è la considerazione che la Boldrini assai difficilmente troverebbe i voti necessari nell’attuale Parlamento, soprattutto in Senato. Ma non si sa mai. La politica italiana ci ha ultimamente riservato le sorprese più clamorose. Estote parati.                                                          

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