Marò, la stampa indiana finalmente elogia la strategia italiana: «Noi confusi e indecisi»

17 Gen 2014 10:24 - di Guglielmo Federici

Il pressing internazionale sul caso dei nostri marò, il ricorso alla Corte Suprema e il mutamento radicale dell’atteggiamento indiano, con l’ammissione esplicita delle divergenze tra ministro degli Esteri e degli Interni nella gestione della vicenda ( «è stato un disastro») stanno determinando un clima di ottimismo. Un cambio di passo che emerge anche dai media indiani che sottolineano positivamente la tattica italiana e “bocciano” quella indian. «Riuscirà l’Italia a prevalere sull’India?», si domanda oggi in un articolo il quotidiano Hindustan Times (HT) che ammette che «l’Italia sta applicando bene le sue strategie, mentre l’India è sotto pressione». In particolare il successo, si dice ancora, «è dovuto anche all’appoggio dell’Unione europea, dell’opinione pubblica, ed anche della Chiesa, contro la pena di morte». In questo ambito, spiega il giornale, «la Ue ha minacciato di sospendere i colloqui per un Trattato di libero scambio con l’India se dovesse applicare la pena di morte, mentre l’India sembra indecisa, confusa, e in una certa misura intimorita». L’Italia fa sul serio, è l’opinione degli osservatori indiani. L’intenzione di stracciare gli accordi tra Ue e India è tra l’altro riaffermata con forza dal ministro degli esteri Bonino dalle colonne del Corriere della Sera: una reazione politica – spiega il ministro-  da mettere in campo nell’eventualità ( ormai lontana) che gli indiani intendano procedere con il Sua Act (la legge che prevede la pena do morte per i terroristi).

Facendo leva su una fase di confusione generale, analizza il quotidiano indiano HT, «l’Italia ha presentato un ricorso alla Corte Suprema, sostenendo che otto mesi dopo che il massimo tribunale ha dato via libera alle indagini della Nia, nessun rapporto con i capi d’accusa è stato presentato». Sebbene il “chief minister” (governatore) del Kerala, Oommen Chandy, abbia insistito «affinché i due siano processati in base alle leggi indiane, appare pressoché certo – osserva il giornale – che l’India, dietro anche la pressione della Ue, non insisterà su una posizione dura. Per cui ora il ministero dell’Interno vuole una indicazione definitiva dalla Corte Suprema». Dopo aver ricordato che nei prossimi giorni verrà in India una delegazione parlamentare italiana, HT conclude che «se il governo centrale adotta una posizione morbida su questa vicenda innescherà probabilmente una tempesta politica nell’anno elettorale». Intanto a Palazzo Chigi è  riunita la “squadra Marò” del governo con Enrico Letta e Staffan De Mistura, Bonino e Mauro. Il ministro degli Esteri nell’intervista al Corriere ribadisce che «tutte le opzioni sono sul tavolo». Sul piano diplomatico, spiega, la questione «è già internazionalizzata. E altre strade possono essere esplorate, oltre a quella di arrestare i colloqui di liberalizzazione commerciale tra Ue e India: strade più politiche». Tra le opzioni non escluse, anche un’offensiva per allontanare l’ipotesi che New Delhi ottenga un seggio permanente nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. «Ci sono questioni internazionali che non si muovono molto: le possiamo raffreddare di più».

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