Un manifesto per Officina Italia. Meloni: «Le polemiche con Storace? Quello che ho da dire lo dirò domenica»

15 Nov 2013 13:05 - di Redattore 89

Sei, sette parole di riferimento che sono la sintesi di incontri con categorie e associazioni, gruppi di lavoro, assemblee plenarie. Sono la base del manifesto di Officina per l’Italia che sarà presentato domenica mattina, al teatro Sistina di Roma. L’incontro è promosso da Fratelli d’Italia e, spiega Giorgia Meloni,«da tutte quelle persone che non ci stavano a vedere tutto quello in cui hanno creduto andare perso». L’obiettivo è, come recita il titolo, “Rifare l’Italia” che significa anche, come chiarisce la leader di FdI, «rifare il centrodestra, dare una casa alla destra italiana». Sulla locandina dell’iniziativa, che in calce porta l’hashtag-slogan di Fratelli d’Italia #senzapaura, di quelle sei, sette parole se ne leggono tre «Sovrana, libera, solidale». Ognuna porta con sé una serie di questioni cruciali per il futuro del Paese. Solidale significa, per esempio, che l’Italia deve recuperare il tema della centralità della famiglia e affrontare quello della questione giovanile. Sovrana rimanda «alla necessità di ridiscutere la presenza in Europa». «Bisogna dire al governo, ma anche all’Ue – chiarisce Meloni – che non ci staremo a ogni costo. Che, visto che si parla di Pigs, l’Italia non è un maiale, che invece siamo il primo contributore europeo in rapporto al Pil». Significa anche valutare la possibilità di uscire dall’euro? «Significa – spiega l’ex ministro della Gioventù – quello che ho detto: che dobbiamo rinegoziare i patti, ma non staremo nell’euro a tutti i costi». E poi ci sono parole come crescita, che impone «interrogativi sulla crisi economica, una ricetta che superi la dimensione del rigore, che punti davvero alla riduzione della spesa pubblica e delle tasse»; legalità, che va «dall’etica pubblica alla lotta alla mafia»; identità, che «chiaramente – spiega ancora Meloni – ricomprende mille temi diversi, dalla difesa della memoria a quella del suolo, fino alla valorizzazione della nostra specificità, del made in Italy, e che va affrontata anche, soprattutto in rapporto all’immigrazione». Dunque, per raggiungere l’obiettivo di “Rifare l’Italia”, sottolinea Meloni, «abbiamo preferito partire dai contenuti e non dalle etichette, dai riposizionamenti, dai nomi, dai tentativi di garantirsi un posto». Emergono sullo sfondo le frizioni con l’altro soggetto che vuole rifare il centrodestra, quel movimento per Alleanza nazionale promosso da Francesco Storace che si è presentato ufficialmente sabato scorso e che ieri si è iniziato a strutturare con un organico ad interim in cui Adriana Poli Bortone è la portavoce. Ancora oggi si è registrata una polemica tra Storace ed Edmondo Cirielli, legata a un articolo pubblicato sul sito di Fratelli d’Italia in cui quest’ultimo diceva, tra l’altro, che «non c’è bisogno né di una vecchia né di una nuova An, perché l’Alleanza nazionale del futuro esiste già: Fratelli d’Italia». Cosa ha da dire Giorgia Meloni sulle polemiche e sugli altri tentativi di ridare una casa al centrodestra? Un no comment, che però è momentaneo: «Quello che ho da dire – chiarisce – lo dirò domenica».

 

 

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