Grillo scatenato (e a corto di argomenti) se la prende anche con il Meeting di Cl: «Rimini città martire»

21 Ago 2013 15:55 - di Corrado Vitale

Si svolge da 33 anni con alti e bassi, ma è diventato comunque  un appuntamento fisso e, a suo modo, “istituzionale” per la politica italiana. Ora, al tempo di Beppe Grillo, neanche il Meeting   di  Rimini  si salva dalla furia iconoclasta del Movimento 5 Stelle . L’ultima sparata del comico genovese è infatti dedicata proprio alla kermesse ciellina. Grillo carica la spingarda e spara di tutto e di più dal suo rinomato (e famigerato) Blog. Ecco alcune battute  degne del  cabaret,  non certo della  comunicazione politica. «Perché  ogni anno– si chiede beffardamente il comico – ministri e presidenti del Consiglio sentono la necessità di chiedere la benedizione andando in pellegrinaggio a Rimini come una volta i re con i papi?». E che dovrebbero fare? Forse andare a riverire il guru Casaleggio? Beppe ricorda anche che il  contenitore  di Rimini ha accolto Andreotti «(benedetto sia il suo nome) come una rockstar». Pensate un po’ ! Forse, per Grillo, sarebbe stato preferibile omaggiare qualche vecchio brigatista? E poi una serie di insulti da querela bella e buona. Il nome di Formigoni è storpiato in modo oltraggioso: «Forminchioni». Letta e Lupi sono definiti «ectoplasmi» e «democristiani da inciucio». L’appello finale è roba da teatro dell’assurdo:  «Rimini  è una città martire. Invasa ogni anno dalle truppe cammellate di democristiani vecchi e nuovi. I suoi abitanti ci lanciano un grido di dolore. Liberiamola e liberiamo l’Italia».

Ovviamente non sono mancate le reazioni risentite .  Il primo a rispondere è stato Mario Mauro, ministro della Difesa  e storico esponente di Cl: «Il metodo del Meeting – dice Mauro – non è la sponda di un uomo politico o di un partito, ma rende possibile a chi partecipa misurare la verità delle cose». Educata e misurata la replica  del ministro. Ma  Grillo non merita tanta attenzione. A chi fa cabaret, soprattutto se è a corto di argomenti, è inutile rispondere con un ragionamento politico. Ha fatto bene Maurizio Lupi, che così ha liquidato il comico: «Alle stupidate di Grillo sparate dal lettino di una comoda beauty farm, dopo essersi rilassato al sole della Sardegna, preferisco non rispondere».

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