Il nuovo delirio di Beppe Grillo: ora accusa il governo di «stuprare» il Parlamento

sabato 27 Luglio 18:32 - di

Beppe Grillo è ormai  senza freni e varca frequentemente la soglia del delirio.  Ecco la sua ultima sparata dal suo Blog:  «Ci accusano di ostruzionismo perché cerchiamo di proteggere la democrazia. È pazzesco. È come se uno stupratore dicesse alla stuprata: perché ti muovi così, mi stai facendo dell’ostruzionismo». Il comico divenuto leader politico spara ad alzo zero sulla maggioranza:  «Il vero obiettivo di Letta e Berlusconi» è l’articolo 138 della Carta, «la cassaforte che impedisce colpi di mano dei partiti per cambiare la Costituzione a loro piacimento».  «Eliminata la barriera dell’articolo 138 Pdl e Pdmenoelle possono far strame della carta costituzionale per blindare il loro regime». In realtà, questa furiosa dimostrazione di intransigenza da parte di Grillo serve a compensare, agli occhi dei suoi sostenitori più beceri, la “tregua” stabilita da M5S e governo sul calendario dei lavori della Camera.

Pronta la risposta a leader M5s che arriva dalla maggioranza, segnatamente dal Pdl. «Per Grillo e i suoi sodali – osserva Renato Brunetta – la Carta è un Totem di cui loro sono proprietari unici e infallibili».  Ma, precisa il presidente dei senatori pidiellini,  «cambiare il 138 usando il 138  significa dotarsi di strumenti per una riforma urgente e insieme sottoporla a giudizio democratico rafforzato». Per Maurizio Gasparri i grillini «sono animati da spirito oscurantista» . E non si accorgono di «essere in Parlamento uno strumento di chi vuol condannare il paese all’immobilismo». Duro anche il commento di Simone Baldelli: «Invece di dire fesserie, di fare ricostruzioni false, di parlare a vanvera di un parlamento in cui non siede, ma che a parole offende volgarmente o difende con banalità in base alle sue convenienze, farebbe bene ad informarsi un minimo per capire come stanno le cose».

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *