Fatwa contro i cornetti: la loro origine anti-turca non piace ai ribelli siriani

30 Lug 2013 18:53 - di Desiree Ragazzi

Anche i gustosissimi e fraganti croissant finiscono nel tritacarne della Sharia. Da qualche giorno i ribelli jihadisti siriani hanno vietato di mangiarli nei territori conquistati: infatti, brigate come al-Nusra o Stato islamico dell’Iraq hanno instaurato califfati dove la legge viene amministrata secondo il codice islamico. Come riporta il quotidiano panarabo “Asharq al-Awsat” una commissione della Sharia di Aleppo ha emesso una fatwa per vietare il consumo dei croissant definendoli “haram”, ovvero vietati dall’Islam, per il loro significato «coloniale». Il termine “haram” infatti viene utilizzato nell’islam ed è impiegato per riferirsi a qualsiasi cosa, situazione o comportamento vietato dalla fede islamica.

Il suo antonimo è “halal”. Ma perché i croissant sono vietati? Secondo quanto stabilito dalla fatwa, la forma a mezzaluna dei croissant celebrerebbe la vittoria europea sui musulmani. Un’origine che è confermata da numerosi storici. Si racconta che la forma tipica sia correlata in qualche modo alla battaglia di Vienna del 1683: dopo un lunghissimo assedio della città da parte dell’esercito ottomano, il gran visir Mustafa Pasha tentò un’ultima azione per penetrare all’interno delle mura della città. All’esercito venne ordinato di scavare dei cunicoli sotto alle mura. Furono i fornai viennesi gli unici lavoratori svegli a notte fonda, a udire i rumori degli scavi e a dare l’allarme. Così, quando la coalizione cristiana sconfisse i turchi, Giovanni III di Polonia avrebbe chiesto proprio ai fornai di inventarsi un dolce che celebrasse la vittoria. Peter Wendler, fornaio viennese, si ispirò alla bandiera turca (con la mezzaluna) e creò il kipferl, come per esorcizzare il nemico: mangiarsi la mezzaluna, il kipferl, voleva dire “mangiarsi” l’avversario sconfitto.

La specialità si diffuse in Italia e più specificatamente in Veneto subito dopo il 1683, grazie agli intensi rapporti commerciali tra l’allora Serenissima Repubblica di Venezia e Vienna. Secondo altre versioni dei fatti, l’origine del kipferl andrebbe retrodatata addirittura mille anni prima: si tratterebbe infatti di una celebrazione della battaglia di Tours del 732, vinta dai francesi contro l’esercito del Califfo Umayyad. Quanto al nome bisognerà attendere invece il 1770 perché anche la Francia, con il matrimonio tra l’austriaca Maria Antonietta e il futuro re Luigi XVI, scopra il cornetto. La sua ricetta venne modificata dai pasticceri di Versailles, che lo arricchirono di burro e lo battezzarono croissant. Ora dopo tanti secoli arriva la fatwa. Di certo l’emissione di fatwe non è nuova nelle aree siriane controllate dai ribelli. Tra queste, quella diffusa da Aleppo via Facebook per vietare alle «donne musulmane di truccarsi o di indossaere abiti aderenti». In un’altra fatwa emessa dal Consiglio della Magistratura unita, affiliato all’Esercito libero siriano, si prevede un anno di carcere per chiunque non osservi il digiuno durante il mese sacro del Ramadan.

 

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