Allarme della Corte dei Conti: la pressione fiscale è al 53%. Clamoroso dietrofront di Zanonato sull’Iva

19 Giu 2013 16:49 - di Antonella Ambrosioni

Tasse e ancora tasse. Pressione fiscale oltre l’inverosimile. Mentre il governo è alle prese con il compito di abolire l’Imu sulla prima casa ed evitare l’innalzamento dell’Iva dal 21 al 22 per cento, dalla Corte dei Conti arrivano numeri inquietanti. Il presidente Luigi Giampolino, in audizione presso le commissione Finanze e Bilancio della Camera, ha detto chiaramente che la pressione fiscale “effettiva”, ossia  ottenuta depurando il prodotto interno lordo dell’ammontare stimato dei redditi evasi, ha raggiunto il 53%. Siamo dieci punti oltre quella “apparente”.  Numeri stellari che mettono le imprese alle corde in un momento di forte recessione come questo, acuendo la propensione ad evadere . La Corte lancia infatti l’allarme sull’altro aspetto connesso al salasso fiscale, che è quello legato all’evasione, che, dice Giampaolino, continua ad essere molto grave: la crisi economica ha infatti reso «evidente e clamoroso» un fenomeno noto da tempo, ossia il «ricorso ad una sorta di finanziamento improprio delle attività economiche attraverso il mancato pagamento di tributi, per lo più Iva e contributi». Il fenomeno dell’economia sommersa, spiega la magistratura contabile «ha dimensioni rilevanti: fino al 18% del Pil e colloca il nostro Paese al secondo posto nella graduatoria internazionale guidata dalla Grecia». Citando un recente rapporto del Mef Giampaolino ricorda che per quanto riguarda l’Iva resta elevata la «propensione a non dichiarare», con una sottrazione di imposta nel 2011 di 46 miliardi di euro. E «molto grave» resta anche l’evasione dell’Irap. Nel combinato disposto dei due tributi «il vuoto di gettito creato dall’evasione stimato dall’Agenzia delle Entrate ammonterebbe nel solo 2011 a 50 miliardi». Quanto alla distribuzione geografica, la propensione all’evasione vede «Sud e Isole realtà dove è più intensa con oltre il 40% dell’Iva e il 29% dell’Irap, a fronte di livelli pressoché dimezzati nel Nord del Paese». Sui valori assoluti invece,  sottolinea il presidente della Corte dei Conti, «le differenze si invertono: la maggior parte dell’evasione si concentra sul Nord-Ovest, zone nelle quali si realizza la quota più rilevante del volume di affari e redditi». Dopo l’allarme, finalmente, arriva l’impegno che tutti ci attendevamo: «Batteremo ogni strada per evitare l’aumento Iva, il lavoro in questa direzione c’è». A parlare è quel ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato che in occasione dell’assemblea Confesercenti fa marcia indietro rispetto alla precedente posizione di chiusura che tante critiche aveva calamitato, soprattutto dal Pdl, che considera l’Iva “bloccata” una priorità.

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