Dalle picconate di Cossiga ai tweet di Napolitano: il Quirinale replica sui saggi e sulla telefonata con Draghi

1 Apr 2013 17:00 - di Redazione

Dalle picconate di Cossiga ai tweet di Napolitano, cambia la strategia comunicativa del Quirinale e si adegua ai tempi. I dieci saggi sanno il fatto loro e non sono stati scelti a casaccio. E non è vero che Draghi abbia chiamato Napolitano per “intimargli” di non dare le dimissioni. La presidenza della Repubblica ha replicato alle critiche e ai boatos pubblicati sul Corriere della Sera su Twitter. A colpi di cinguettii sui Social network, Pasquale Cascella, portavoce di Giorgio Napolitano replica colpo su colpo a critiche e indiscrezioni. «Non sono generici saggi ma personalità scelte con criteri oggettivi in funzione del lavoro già svolto e del ruolo ricoperto», ha scritto Cascella in risposta a un tweet critico di Elisabetta Gualmini, dell’Istituto Cattaneo. «Per età e soprattutto per genere i dieci saggi non convincono del tutto», sostiene la professoressa. Che poi replica a Cascella: «L’importante è che dietro ci sia il nostro Presidente. Che, per me, dovrebbe rimanere altri sette anni».  Qualche commentatore, in primis il Corriere della Sera, aveva riferito di una telefonata del numero uno della Banca centrale europea Mario Draghi a Napolitano per convincerlo a recedere dalla minaccia di proprie dimissioni in caso di no dei partiti alla soluzione prospettata dal Colle «Per la verità è stato Napolitano a chiamare Draghi (e altri) per approfondire la valutazione sulla situazione determinatasi».

Il quotidiano di via Solferino in un pezzo firmato Federico Fubini aveva scritto che il presidente della Bce «ha telefonato a Napolitano quasi d’istinto, appena letti i giornali» quindi «ha preso il telefono e ha espresso a Napolitano il suo pensiero, senza remore». Un retroscena dettagliatissimo, tanto da riportare a un certo momento della conversazione Draghi (per la consuetudine) è passato a parlare dall’italiano all’inglese. E ancora: «È probabile che il presidente della Bce abbia preso l’iniziativa perché ha ben presente l’impatto che il voto e lo stallo politico a Roma stanno avendo anche sugli altri governi europei e in Germania». Ai tempi di Cossiga il picconatore la smentita sarebbe arrivata al Tg1 o con una fax al quotidiano. Nell’era del social network è bastato un tweet: non meno pesante di una picconata.

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