Grillo prima apre alle larghe intese, poi ci ripensa. Alfano: «Il Pd scelga tra l’antiberlusconismo e il bene del Paese»

2 Mar 2013 11:34 - di Redazione

«Se il Pd di Bersani e il Pdl di Berlusconi proponessero un cambiamento immediato della legge elettorale, l’abolizione dei rimborsi dei costi della campagna elettorale e al massimo due legislature per ogni deputato, noi sosterremmo naturalmente, subito un governo del genere. Ma non lo faranno mai». Lo dice Grillo al settimanale tedesco Focus «Loro bleffano soltanto – ha aggiunto – per prendere più tempo». Il leader del M5S ha poi ribadito: «Io do ai partiti ancora sei mesi, e poi è finita qui. Poi non potranno più pagare le pensioni e gli stipendi pubblici», ha aggiunto. Nell’intervista, di cui è stata diffusa una anticipazione, Grillo dice: «Saremo schiacciati non dall’euro ma dai nostri debiti. Se gli interessi salgono a 100 miliardi all’anno siamo morti. Non c’é alternativa. Se compro le azioni di una società che fallisce sono sfortunato. Ho rischiato e perduto», spiega. «Se le condizioni non cambiassero l’Italia vorrebbe lasciare l’euro e tornare alla lira», si legge nell’anticipazione. Un’uscita che tutti hanno interpretato come una cauta apertura al governo di larghe intese. Ma è lo stesso Grillo, qualche ora dopo, a rimangiarsi tutto: “Per quanto mi riguarda, lo ripeto per l’ultima volta, il M5S non darà la fiducia a nessun governo (tanto meno a un governo Pd-Pdl), ma voterà legge per legge in accordo con il suo programma”.

Dal segretario del Pdl Angelino Alfano arriva un segnale al Partito democratico: «Siamo centrali in Parlamento e nel Paese, come dimostrano i risultati elettorali. Tocca comunque al Pd fare la prima proposta e scegliere se, accecati dall’odio contro Berlusconi, portare il Paese allo sbando e immediatamente al voto». Nell’intervista al Mattino Alfano ribadisce che il suo partito è «per garantire la governabilità all’Italia. In questo momento però – aggiunge – la prospettiva di tornare al voto è più vicina perché il Pd non si sta dimostrando in grado di trovare il bandolo della matassa». Per Alfano è possibile anche un sostegno a un governo guidato da Bersani perché «non facciamo un problema di nomi o di formule visto lo stato in cui si troverà il nuovo Parlamento».  Intanto «prendiamo atto che la prima mossa di Bersani è stata quella di aprire a Grillo su una piattaforma radicale, giustizialista e anti-berlusconiana». E lo scouting, dice Alfano, «è un eufemismo anglofono che sta per calcio mercato».

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