Baccini: «Casini s’è messo in un vicolo cieco»

sabato 8 Dicembre 0:02 - di

Di tatticismi si può anche morire, elettoralmente parlando. La polarizzazione dello schema politico che la discesa in campo di Berlusconi ha ricomposto, prefigurando un centrodestra alternativo alla sinistra-centro di Bersani e Vendola, mette all’angolo di fatto il centro, l’Udc e i sogni di gloria terzopolisti. Lo rilevava ieri il senatore del Pdl, Raffaele Lauro, che conti alla mano sosteneva che «lo scontro tripolare tra Berlusconi, il duo Bersani-Vendola e Grillo, sotto l’ombrello protettivo del porcellum, polverizzerà tutte le aspirazioni neocentriste ed i sogni dei montiani Casini, Fini, Montezemolo, Passera, Riccardi e compagnia. La loro terza repubblica non vedrà la luce». Ne è convinto ancor di più Mario Baccini, parlamentare del Pdl, ex Dc, che non crede, ci dice, a un «centro flessibile», come quello rappresentato in questo momento dal partito di Pier Ferdinando Casini.

Baccini, il ritorno del Cavaliere ha “sparigliato” soprattutto i sogni centristi?

Sì, ma va fatta una premessa. La presenza di Berlusconi rappresenta un patrimonio che non è in discussione nel centrodestra, è una risorsa che permette alla nostra cultura politica e a nostri valori moderati e cattolici di poter superare un momento di difficoltà oggettiva. Glielo dice uno che non è mai stato un “berlusconiano” ma che ritiene che l’approdo a una grande partito popolare europeo è imprescindibile dalla presenza di Berlusconi. La mia non è una dichiarazione di fedeltà, è una valutazione politica. Penso, invece che Casini stia organizzando una politica centrista che ha più un aspetto elettorale che di sostanza politica.

L’onorevole Casini ha invece rovesciato le carte e ha dichiarato che «il Pdl ha tolto la fiducia a Monti solo per calcolo elettorale». In realtà i calcoli li ha sempre fatti l’Udc, con una tattica altalenante, oggi più che mai marginale, non trova?

Ma certo, è un centro senza una sostanza politica, ripeto. Del resto, la prospettiva dei moderati con Bersani e Vendola si ridurrebbe a quello di una dama di compagnia. Il calo di consensi progressivo si spiega anche con il fatto che i cittadini sinceramente popolari, moderati e legati ai valori tradizionali non si sentono di far parte di uno scenario di sudditanza e subalternità alla sinistra.

L’ipotesi di un “listone” con Montezemolo e Fli non sembra molto “gettonato” alla luce del nuovo schema politico. Rischiano di essere stritolati?

La Lista per l’Italia è un mero comitato elettorale. L’attuale legge con cui probabilmente si andrà a votare, con lo sbarramento al 5%, non consente la nascita di un centro autonomo. Un centrismo che voglia contare, avere un ruolo plitico, ha un’unica via: stare nel centrodestra. Mi sto battendo per questo.

È lo stesso Casini, del resto, a porre la pregiudiziale antiberlusconiana. Lei che conosce bene l’ambiente dell’Udc, la pensano tutti come lui?

Non credo. Per questo mi sto dando da fare con la rete dei cristiano-popolari, perché ritengo che la costruzione di un grande centrodestra che si propedeutico a una grande partito popolare europeo debba partire dal basso, dalla gente, dagli elettori e da una mera operazione di vertice. Mi sto battendo anche perché si torni a fare congressi nel mondo del centrodestra. Il fatto è che un centro può esistere solo se rappresenta sensibilità moderate diffuse negli elettori.

Mi sta dicendo che il centro che auspica Casini non è credibile?

Sto dicendo che il centrismo è una cosa seria e ha una grande tradizione. Oggi il centro ha abdicato e ha perso la sua centralità da quando ha finito di avere come riferimenti i valori che si riconoscono nella dottrina sociale della Chiesa, nei comportamenti, nelle scelte politiche, nelle alleanze. Un centro può esistere se rappresenta questi valori e non altri. Non credo al centro “flessibile”.

Il vero centro sta nel centrodestra, quindi? L’Udc sempre più all’angolo?

Il Pdl è nato per dare vita, tra l’altro, a un progetto con l’idea di formare il Partito popolare europeo in Italia. A questo progetto aderimmo come co-fondatori noi Cristiano popolari, che oggi chiediamo di sostenere ancora il progetto del presidente Berlusconi e del segretario Angelino Alfano per un centrodestra unito che riscopra e sostenga l’idea del Partito popolare, di una democrazia sociale e di mercato e di una casa dei moderati. Al di fuori del Pdl non vedo come si possano veicolare questi riferimenti.

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