E Monti si traveste da Gabibbo: “Denunciate e noi arriviamo”

mercoledì 2 maggio 20:05 - di

Il Gabibbo a Palazzo Chigi. Non siamo al teatro dell’assurdo ma quasi. Il governo lancia l’Sos: cittadini, diteci voi dove tagliare. Nell’era del governo tecnico, al tempo del “supercommissario” e dalla task-force dei “tagliatori” scelti, Monti si ritrova ora a chiedere aiuto ai cittadini contro gli sprechi della spesa pubblica. È l’ultima ideona di un esecutivo di esimi professori, esperti in contabilità pubblica, che hanno inserito sull’indirizzo web del governo una sezione apposita denominata «Esprimi la tua opinione», sulla scia della bozza del decreto legge sulla spending review (revisione di spesa) che prevede un risparmio di 4,2 miliardi nel 2012, teso a evitare l’aumento di due punti dell’Iva previsto per gli ultimi tre mesi del 2012. Viene dunque chiesto ai cittadini di «dare suggerimenti, segnalare uno spreco, aiutando i tecnici a completare il lavoro di analisi e ricerca delle spese futili». La segnalazione non potrà essere anonima. I cittadini dovranno compilare obbligatoriamente il campo relativo al nome e al cognome, indicando anche la propria mail e la città di provenienza. La compilazione del modulo autorizza formalmente il governo al trattamento dei dati personali.
Smessi i panni “curiali” da professore, ci toccava pure questa, vedere un Monti in versione “Sos Gabibbo" sposare la filosofia delle inchieste sul campo, di cui il personaggio creato da Ricci è un conclamato precursore, pur non essendo un bocconiano e senza alcun master in economia, pensate. Ci stropicciamo gli occhi e purtroppo non siamo negli studi di Canale 5… La parabola del governo tecnico tocca vertici da operetta, se non fosse che il meccanismo della segnalazione on line, che va bene per le Iene, per Striscia la Notizia e per Capitan Ventosa, diventa un segnale di debolezza, di sbando, per un governo di tecnici chiamati come salvatori della Patria a soccorrere il Paese da politici incapaci. Ci sarebbe da ironizzare non poco, se non fosse che investire la rete e i cittadini significa per forza di cose innescare fenomeni odiosi ai limiti della delazione, mettendo a rischio la coesione sociale. Se mai ce ne fosse bisogno. Chi può dire dove tagliare, quanto e perché? La mitica casalinga di Voghera dovrebbe avere ricette “ad hoc” che non hanno i professori, che chiedono aiuto ad altri “superprofessori”? In un momento di crisi e di esasperazione, con il tasso di disoccupazione alle stelle, con imprenditori suicidi un giorno sì e l’altro pure, sono proprio sicuri a Palazzo Chigi che un cittadino abbia la serenità per dare pareri tecnici su come contenere i costi dello Stato? Un’arma esplosiva viene data in mano ai cittadini e non sfuggiranno certo la demagogia e l’ipocrisia che sostengono questa brillante idea, che se l’avesse avuta il precedente governo si sarebbe gridato alla guerra civile, al massacro sociale.
Insomma, degli ingredienti della “famigerata” vecchia politica Monti non si sta facendo mancare proprio niente. Ha creato dal nulla un nuovo “carrozzone” di super commissari, con valzer di poltrone e fior di stipendi da pagare. Quindi ha aggiunto un pizzico di demagogia in perfetto stile “il governo ascolta la gente”; e poi una sana immancabile ipocrisia, del tipo: prenditi tu, cittadino, la responsabilità che io mi voglio prendere a metà…
Il governo dei tecnici ora somiglierà a una sorta di Monti c’è posta per te. «Un’iniziativa perlomeno stravagante», la definisce Antonio Leone, vicepresidente della Camera del Pdl. Per la verità, l’invito a segnalare sprechi una sua logica l’avrebbe. «Le famiglie italiane – dice il parlamentare – hanno certamente molto da insegnare in quanto a tagli quotidiani per far quadrare la loro spesa alimentare con stipendi e pensioni sempre più aggrediti da tasse dirette e indirette. Ma – aggiunge – chiedere loro una specie di volontariato gratuito al servizio di un governo che continua a non intaccare i grandi monopoli, a non programmare l’alienazione del patrimonio pubblico, a non ridurre le aziende municipalizzate che bruciano milioni di euro per sostenere le clientele locali, mi sembra veramente troppo».

Commenti

In evidenza