Chi sparò era comunista? Non lo si può scrivere
Politica - di Redazione - 9 Gennaio 2012 alle 20:42
Si può avere pacificazione senza verità? Il dialogo passa necessariamente attraverso la diluizione delle rispettive identità? La parola “comunista” associata alla violenza e al lutto è ancora un tabù? E perché la verità da edulcorare sta solo da una parte? Sono queste le domande a cui ci sarebbe piaciuto si fosse risposto nel surreale dibattito relativo alla nuova targa di Acca Larenzia, che per la prima volta cita esplicitamente la matrice politica degli uccisori del 7 gennaio 1978. E invece pare che la polemica spicciola debba sempre prevalere sulla riflessione schietta e profonda. Proviamoci noi, allora, a vedere chiaro in quello spaccato oscuro sugli anni di piombo che ha per nome “Acca Larenzia”.
Leggi l’articolo in versione integrale sul Secolo d’Italia del 10 gennaio
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