Sinistra unita contro il decreto sicurezza: “Ora come arrivano i migranti?” (video)

giovedì 29 novembre 17:00 - di Davide Ventola

Non si sono mai mossi così celeremente come adesso. Nessuna raccolta firme contro la Legge Fornero, nessuna mobilitazioni contro i decreti salva-banche, ma contro il decreto sicurezza, che pone un argine all’immigrazione selvaggia e alla criminalità organizzata, la sinistra già ha alzato le barricate.

 

L’appello del segretario uscente contro il dl sicurezza

Sbraitano e si strappano le vesti, a cominciare dal Pd, attraverso il suo segretario uscente Maurizio Martina.  «Lancio un appello a tutto il Pd – ha detto Martina presentando la candidatura al Congresso con Matteo Richetti – i gazebo del 3 marzo servano anche per raccogliere le firme per un referendum abrogativo del Dl sicurezza”. Lo ha detto Maurizio Martina  “Proponiamo che le primarie siano un atto fondamentale di alternativa al pericolo che sta generando questo governo, un atto concreto di opposizione e alternativa per il paese”, ha detto Martina.

Faraone d’accordo con Martina

Sulla stessa lunghezza d’onda il resto del partito, a cominciare da Davide Faraone, senatore del Pd e candidato alla segreteria del partito in Sicilia alle primarie del 16 dicembre. «Il decreto Sicurezza è una porcheria. Hanno fatto un provvedimento che innesca un meccanismo d’odio nel Paese». Riccardo Magi, di  +Europa lo dice chiaramente: «Il decreto sicurezza-immigrazione individua, ancora una volta, negli ultimi, nei poveri, il problema, e li spinge ancora un po’ più ai margini, convinto così risolvere la questione». Ancora più categorica l’associazione Libera di Don Luigi Ciotti, che definisce il decreto sicurezza anticostituzionale.

Decreto sicurezza: è finita la pacchia

Davanti al Parlamento c’è invece chi festeggia, come i deputati della Lega, schierati dietro lo striscione: “La pacchia è finita”: «Su un decreto che esce dal ministero dell’Interno che garantisce il controllo delle regole e della sicurezza in Italia non ci possono essere dubbi di costituzionalità», assicura il vicepremier Matteo Salvini, che poi interviene sulla questione degli Sprar: «Chi ha letto il decreto si rende conto che il sistema non viene toccato, anzi avranno più diritti i rifugiati veri che oggi a volte erano fuori. Perchè se dai tutto a tutti, anche a chi non ne ha diritto, gli aventi diritto stanno fuori dalla porta. Con queste regole, i richiedenti asilo riconosciuti con protezione internazionale avranno tutti accesso allo Sprar». «Noi incentiveremo i centri piccoli. Perchè nei centri grossi la spesa che ho tagliato arriverà ad essere circa 19 euro, pensiamo a Mineo, ai centri che abbiamo ereditato con migliaia di persone; nei centri piccoli la spesa arriverà ad essere di 25, 26 euro a testa. Quindi le opposizioni -conclude Salvini- hanno fatto opposizione su idee e progetti inesistenti nel decreto».

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