Così si combatte il fascismo… libri e autori da mettere all’indice secondo Christian Raimo

Christian Raimo è quell’insegnante e opinionista dal forte accento romanesco che ogni tanto appare in tv e parla del pericolo fascista all’orizzonte. Lui, come Michela Murgia, pensa che il fascismo sia una categoria eterna. Un contenitore che in ogni secolo raccoglie tutto il male della politica. Ne vede i segni così come gli esorcisti percepiscono le tracce del demonio. Logico che queste forme di fanatismo possano indurre a ritenere ce sia giusta e doverosa una sorta di “caccia alle streghe”. Non contro Salvini però, ma andando più in profondità. Bisogna colpire la circolazione delle idee che Raimo giudica fasciste, cioè contrarie alle sue.

Proprio così: è questo il suggerimento che Raimo dà in un lungo articolo apparso sulla rivista Internazionale in cui parte dall’analisi del libro di Michela Murgia per arrivare a concludere che secondo lui il fascismo non è affatto un mix di populismo e ignoranza, ma è molto più pericoloso perché si nutre di autori e libri che prima erano ghettizzati e oggi invece trovano larga diffusione. Esiste quindi un pericolo reale di un’egemonia culturale del neofascismo. E’ bene dunque secondo Raimo chiamare il mondo antifascista a una vigilanza più accorta contro la circolazione di certi autori. Ecco il passaggio del suo articolo in cui fa nomi e cognomi e cita i testi “maledetti”:

“Alcune idee che sono state sempre ai margini del dibattito pubblico, considerate come letture filosofiche e politiche di terza categoria, buone al massimo per qualche casa editrice complottista o per un giornalino di sedicenti nostalgici, da qualche anno ricevono le attenzioni di case editrici importanti, magari attraverso divulgatori più o meno scaltri (Diego Fusaro, Jean-Claude Michea, Adriano Scianca, Alessandro Giuli), o hanno spazio nei giornali e nelle tv, formano il pensiero e la retorica di esponenti politici nazionali”. E continua: “Libri come Populismo di Alain De Benoist, teorico della nuovelle droite francese, pubblicato da Aragno nel 2017, o La quarta teoria politica di Alexandr Dugin, edito da Nova Europa anche questo nel 2017, fino a qualche anno fa avrebbero avuto una circolazione semiclandestina (quella ridicolizzata da Eco nel Pendolo di Foucault  per capirci), e soprattutto non avrebbero fornito un alfabeto ideologico a un’ampia platea di politici di destra ed estrema destra in cerca di una cassetta degli strumenti di riferimento”. Raimo conclude additando la nuova mission agli intellettuali che hanno a cuore l’antifascismo: “Occorre leggere i neofascisti e combatterli, sul piano delle idee e sul piano dell’impegno personale. Altrimenti il rischio è che diventi un duello tra anime belle e anime brutte, e non è detto nemmeno che vincano le prime”.