Umbria, disinnescati tre ordigni “trappolati”. Con un piccolo giallo…

Gli artificieri dell’Esercito hanno provveduto al disinnesco e al successivo brillamento di tre ordigni risalenti alla Seconda Guerra Mondiale, dotati di congegni non convenzionali e dal peso di 100 chili ciascuno o di 50 chili, a seconda delle fonti. Le attività sono state condotte dagli specialisti provenienti dal 6° Reggimento Genio di Roma e in coordinamento con la Prefettura di Perugia. I tre ordigni, trovati durante i lavori di scavo dopo una frana presso la frazione di Bocca Trabaria di San Giustino, al confine tra Marche e Umbria, sono i primi residuati bellici rinvenuti in Italia che presentano al loro interno dei meccanismi di attivazione “non convenzionali”. A quanto pare, le bombe sono di fabbricazione italiana, sono bombe d’aereo, disponibili quindi anche per le forze tedesche. La novità è che stavolta gli ordigni erano “trappolati”, ossia sistemati in modo da rendere difficoltoso il disinnesco o addirittura programmati in modo da esplodere improvvisamente in caso di manomissione. L’ipotesi è che i tedeschi in ritirata, non avendo tempo di distruggere l’arsenale, abbiano sabotato gli ordigni per creare difficoltà agli alleati, non immaginando che sarebbero stati ritrovati oltre settant’anni dopo. Difficile credere che le bombe siano state sganciate da un aereo con innesco non convenzionale. Tra agosto e settembre erano stati ritrovati altri ordigni nella stessa zona. Ma i “gialli” a questo punto sono due: non solo per la prima volta si sono trovati ordigni “trappolati”, ma non è neanche chiaro dove le bombe siano state fatte brillare, perché il luogo indicato dal comunicato non è risultato esatto.

Le operazioni sono iniziate alle ore 9:30 con la completa evacuazione dell’area in modo da permettere agli artificieri di rimuovere le spolette, impiegando anche un robot a controllo remoto. Successivamente i tre ordigni sono stati caricati su mezzi militari per il trasporto in una cava dove sono stati fatti brillare alle ore 16:30. “L’operazione odierna, che si differenzia dalle precedenti per la presenza all’interno delle bombe di congegni non convenzionali, è stata possibile grazie all’addestramento e al continuo aggiornamento degli artificieri dell’Esercito, che grazie alla loro capacità duale, sono in grado di operare in Patria e all’estero. Dall’inizio dell’anno – informa una nota – gli artificieri dell’Esercito hanno rimosso e distrutto oltre 800 ordigni esplosivi, rinvenuti in tutta Italia, mentre lo scorso anno sono stati bonificati oltre 2.100 residuati bellici”. L’Esercito negli ultimi dieci anni ha svolto oltre 35.000 interventi di bonifica su tutto il territorio nazionale, inoltre l’Esercito è l’unica Forza Armata preposta alla formazione e all’aggiornamento degli artificieri delle Forze Armate e Corpi Armati dello Stato. L’Esercito, “grazie alle capacità dual-use dei propri reparti Genio, è in grado d’intervenire su tutto il territorio nazionale in casi di pubblica utilità ed in situazioni di calamità naturali, come durante i recenti eventi che hanno colpito l’Italia centrale, dimostrandosi sempre una risorsa per il Paese”.